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	<title>Mollare Tutto</title>
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	<description>Mollo il lavoro e me ne vado all&#039;estero. Una guida per scegliere il paese giusto dove trasferirsi</description>
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		<title>Vivere a Berlino: la nuova città della cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 12:32:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con una popolazione di circa 3.3 milioni di persone ed un&#8217;estensione di oltre 890km², Berlino (capitale federale della repubblica Federale di Germania) è la più grande delle città tedesche e la seconda più popolosa dell&#8217;intera Unione Europea. Centro nevralgico della Regione Metropolitana Berlin-Brandenburg è sede di prestigiose università, istituti di ricerca, musei e di molti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con una popolazione di circa 3.3 milioni di persone ed un&#8217;estensione di oltre 890km², Berlino (capitale federale della repubblica Federale di Germania) è la più grande delle città tedesche e la seconda più popolosa dell&#8217;intera Unione Europea. Centro nevralgico della Regione Metropolitana Berlin-Brandenburg è sede di prestigiose università, istituti di ricerca, musei e di molti eventi sportivi, e soprattutto, è una città in continua evoluzione<span id="more-632"></span></p>
<p>L&#8217;origine del toponimo è incerta, e sembra derivare dalla radice slava<i><strong> Berl,</strong></i> isola di fiume, che giustificherebbe la nascita della città sulla Sprea. I primi documenti scritti che testimoniano la realtà della città di Berlino, risalgono al 1237, quando le due cittadine sulla Sprea di Co&#8221;lln e Berlino vengono unificate nell&#8217;unica Berlino. Dal 1280 la città ottiene il permesso di coniare la propria moneta e poco dopo nasce quella che sarà ricordata come la Marca di Brandeburgo. Nei secoli successivi Berlino venne fortificata e crebbe territorialmente e militarmente, fino a divenire la terza città più importante al mondo e fulcro dei Regni del Centro Europa, susseguendosi nei secoli come Capitale del Regno di Prussia (1701 – 1918), dell&#8217;Impero Germanico (1871 – 1918), della Repubblica di Weimar (1919 – 1933) e del Terzo Reich (1933 – 1945). Dopo la Seconda Guerra Mondiale Berlino venne divisa in Berlino Est e Berlino Ovest (l&#8217;una capitale della Germania dell&#8217;Est e l&#8217;altra della Repubblica Federale di Germania), ed in seguito alla riunificazione della città ed al crollo del &#8220;muro&#8221;, Berlino riprese il suo status di capitale non solo tedesca, ma anche europea.</p>
<p>Berlino si divide in dodici distretti, chiamati Bezirke, composti da più quartieri, a loro volta suddivisi in località caratteristiche dette Ortslage (nella parte più periferica della città) o Kiez (in quella invece più centrale). La storia a Berlino ha lasciato il segno non solo nella cultura e nella storia della città, ma anche nella sua architettura, che si presenta varia e complessa allo stesso tempo, a partire dalla Fernsehtum (la torre della TV) di Alexander Platz, una della strutture più alte d&#8217;Europa, da cui si gode un panorama unico su tutta la città. Da questo punto si può passeggiare lungo la <i>Karl Marx Alle</i>, fiancheggiata da splendide residenze e monumenti che rimandano al più puro Classicismo Socialista, arrivando fino al<i> Rotes Rathaus</i>, il municipio, dalla singolare facciata di mattoni rossi, davanti al quale sorge la <i>Fontana di Nettuno</i>, di chiara impostazione neobarocca che rimanda alle &#8220;sorelle&#8221; romane del Bernini o a quelle del palazzo di Versailles.</p>
<p>Sebbene il simbolo della città sia la<i> Porta di Brandeburgo</i> (in origine non una porta d&#8217;accesso alla città, ma uno dei 18 cancelli facenti parte della dogana cittadina), ciò che i berlinesi considerano il fiore all&#8217;occhiello della città sono i musei, circa 170 in tutta la capitale. Certamente i più straordinari sono quelli che si trovano sulla nota <i><strong>Isola dei Musei, </strong></i>che si trova nella parte nord dell&#8217;isola della Sprea (nel quartiere Mitte), e che ospita un gran numero di musei di importanza internazionale, grazie ai quali l&#8217;intera isola è stata dichiarata patrimonio dell&#8217; Umanità dall&#8217;Unesco nel 1999<i>(</i><i><strong>l&#8217; Altes Museum </strong></i><i>– del 1830; il </i><i><strong>Neues Museum </strong></i><i>- del 1859 –</i><i><strong> la Alte Nationalgalerie </strong></i><i>– del 1876;</i><i><strong> il Bode Museum </strong></i><i>– del 1904;</i><i><strong> il Pergamon Museum </strong></i><i>– del 1930).</i></p>
<p>Di grande importanza per i cittadini sono gli spazi verdi, che non sono solo parchi, ma veri e propri luoghi di scambio cuturale e sociale: dal <i><strong>Grosser Tiergarten </strong></i>(anticamente luogo di caccia dei nobili, oggi il preferito dai berlinesi per le passeggiate), al <i><strong>Giardino Botanico di Charlottenburg</strong></i>, allo <i><strong>Schlosspark di Charlottenburg</strong></i>, ai boschi della <i><strong>Grunewald</strong></i> (verso sud) o l&#8217;area verde della <i><strong>Teufelsberg</strong></i>, più adatta ad escursioni, gite a cavallo o in bici.</p>
<p>Ricchissima di storia, cultura, arte, città in continuo sviluppo e simbolo del progresso, Berlino è una capitale sempre viva, accogliente e – soprattutto – disposta ad aprirsi ai turisti ed agli studenti che, in numero sempre maggiore, scelgono la capitale tedesca per master o erasmus.</p>
<p>Visitare Berlino vuol dire scegliere di vedere una città che non dorme mai, che corre sui binari dell&#8217; antica <i>U-Bahn</i> (la metropolitana che, con Londra è una delle più antiche in europa), della più nuova <i>S-Bahn</i> (la metro &#8220;in superficie&#8221;) o della ferrovia. Visitare Berlino vuol dire affittare un appartamento con <a href="http://www.oh-berlin.com/">Oh-Berlin</a> scoprirne ogni angolo, assaporare il fascino di prestigiose manifestazioni, (tra cui la Berlinale, uno dei più importantei Festival del Cinema a livello mondiale) o semplicemente passeggiare in una delle Capitali europee più all&#8217; avanguardia in quasi ogni settore.</p>
<p>Berlino è gemellata con 17 città, tra cui Madrid, Parigi, Mosca, Pechino, Londra e Los Angeles.</p>
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		<title>Espatriare nelle Filippine</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 18:46:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le Filippine, situate nel sud-est asiatico, è il secondo più grande arcipelago del mondo e contiene più di 7000 isole, molte delle quali disabitate e considerate dei veri e propri paradisi naturali ed incontaminati. C&#8217;è infatti chi ha paragonato le isole filippine ad un collier di pietre preziose all&#8217;interno dell&#8217;Oceano Pacifico, caratterizzate da una vegetazione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le <b>Filippine</b>, situate nel <b>sud-est asiatico</b>, è il <b>secondo più grande arcipelago del mondo</b> e contiene più di 7000 isole, molte delle quali disabitate e considerate dei veri e propri paradisi naturali ed incontaminati. C&#8217;è infatti chi ha paragonato le isole filippine ad un collier di pietre preziose all&#8217;interno dell&#8217;Oceano Pacifico, caratterizzate da una vegetazione di palme tropicali, spiagge incantevoli e mari cristallini e caldi in cui trovare un mondo segreto di giardini di corallo. Per cui, le <b>Filippine</b> sono il massimo per tutti gli <b>expat </b><b>alla ricerca del fascino dell&#8217;avventura e dell&#8217;esotico</b> e che non hanno paura di una vita, alle volte, dallo stile spartano e alla Robinson Crusoe.<span id="more-621"></span></p>
<p><b>Il popolo filippino </b>possiede un ricco patrimonio che, nel corso dei secoli, per via della colonizzazione spagnola e americana e dei collegamenti sempre attivi con Cina e Giappone, è stato contaminato da diverse influenze che hanno però portato infrastrutture e istruzione nel paese. La <b>capitale delle Filippine</b>, <b>Manila</b>, una delle città più distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale, ad oggi, è <b>una delle città più grandi del sud-est asiatico</b> e un <b>centro vivo, fiorente e cosmopolita</b> che porta l&#8217;eredità del colonialismo spagnolo nella sua architettura. Le <b>lingue ufficiali sono </b>il<b> filippino </b>el&#8217;<b>inglese</b>, mentre lo <b>spagnolo </b>e l&#8217;<b>arabo</b>, pur non essendo ufficiali, sono comunque parlate da buona parte della popolazione. Oltre alla capitale Manila, un <b>expat</b> può decidere di <b>trasferirsi </b>e<b> lavorare anche in altre città medio-grandi delle Filippine</b>, come Bacold, Davao, Marikina, Makati, Puerto Princesa, Cebu, Baguio, Quezon e Zamboanga, tutte città elencate tra <a href="http://ikwaderno.wordpress.com/2012/07/11/top-20-liveable-philippine-cities-of-2012/">le migliori dieci località dove vivere nelle Filippine</a>.</p>
<p>Per capire quale sia il <b>costo della vita nelle Filippine</b> e di quanto denaro si ha bisogno per vivere basti pensare che è possibile sopravvivere tranquillamente con meno di 500 euro al mese, ossia circa 30.000 peso filippino. Al contrario, se si hanno a disposizione circa 800 o 900 euro al mese allora è possibile condurre una vita da re nelle Filippine e possedere un dignitoso appartamento o una casa di proprietà e avere ancora abbastanza soldi per svaghi, uscire fuori a cena e andare in vacanza. Ovviamente, più il vostro soggiorno sarà immerso nelle quotidianità locale, acquistando prodotti alimentari e non solo provenienti dalle Filippine, più il costo della vita si abbasserà notevolmente. Per farvi un&#8217;idea dei prezzi correnti per i beni di consumo standard consultate questa lista del <a href="http://www.living-in-the-philippines.com/prices-in-the-philippines.shtml"><b>costo della vita nelle Filippine</b></a>.</p>
<h2>Visto e permesso di soggiorno per le Filippine</h2>
<p>Chiunque voglia <b>soggiornare nelle Filippine</b> per un periodo minore di ventuno giorni, sia per motivi di affari sia per una visita di piacere, non dovrà fare richiesta di alcun visto particolare perché per tutti i cittadini EU l&#8217;entrata in territorio filippino è gratuita. Sarà solamente necessario avere con voi un passaporto valido e un biglietto aereo che attesti il vostro ritorno in patria. Questo tipo di visto può essere poi prorogato di due mesi in due mesi pagando determinate cifre (una <a href="http://immigration.gov.ph/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=118&amp;Itemid=43">lista dettagliata delle tariffe di proroga del visto</a> è rintracciabile sul sito dell&#8217;Immigrazione filippina) fino ad un massimo di un anno. Per chi invece ha intenzione di r<b>ecarsi nelle Filippine per un periodo superiore ai ventuno giorni</b> e di stabilirsi per studiare, cercare lavoro, comprare casa o iniziare un&#8217;attività, dovrà fare richiesta di un visto particolare prima di partire dall&#8217;Italia. Il governo filippino concede infatti visti per “non immigranti”, ossia temporanei ma superiori ai ventuno giorni di “free entry”, e facenti parte delle seguenti categorie:</p>
<ol>
<li><b>Special Investor&#8217;s Resident Visa</b>, il quale permette di poter risiedere nelle Filippine a patto che vengano fatti determinati investimenti o offerti determinati servizi che siano indispensabili per la gestione, il funzionamento o il controllo di imprese locali. Per richiederlo è possibile contattare direttamente l&#8217;<a href="http://www.ufficiovisti.com/index.php/asia/filippine/812-visto-filippine-affari">ufficio visti dell&#8217;Ambasciata Italiana</a>;</li>
<li><b>Student Visa</b>, ossia il visto studentesco, normalmente richiesto con la collaborazione dell&#8217;istituzione ospitante, che permette a tutti gli studenti di età superiore ai diciotto anni di frequentare un istituto di formazione per tutta la durata del corso di studi;</li>
<li><b>Special Resident Retiree&#8217;s Visa</b> che, rilasciato all&#8217;interno del programma di <b>Retirement </b>(pensionamento) <b>del governo filippino</b>, dà modo anche agli stranieri con più di cinquanta anni di età ed una pensione mensile di almeno 600 euro al mese di ottenere un visto di residenza permanente con possibilità di effettuare più ingressi nel paese.</li>
</ol>
<p>Infine, se avrete contrattato un impiego prima di espatriare nelle Filippine, il vostro datore di lavoro dovrebbe procurarvi il visto adeguato alle vostre esigenze, in caso contrario dovrete appunto fare richiesta di un <b>visto AEP</b>, <a href="http://www.ble.dole.gov.ph/faqs.asp">Alien Employment Permit</a>, che vi consentirà di cercare lavoro e svolgere una professione nelle Filippine da stranieri. Questo tipo di visto è valido per un anno ed è però preceduto dall&#8217;ottenimento di un altro tipo di visto, un AEP provvisorio, che viene assegnato in attesa dell&#8217;approvazione del visto di lavoro AEP standard. La lista di tutta la documentazione, categoria per categoria, è presente sul sito web dell&#8217;<a href="http://immigration.gov.ph/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=25&amp;Itemid=36">Ufficio di Immigrazione Filippino</a>, mentre, un aiuto concreto alla richiesta di un visto può essere fornito anche dall&#8217;<a href="http://www.philital.com/default.htm">Ambasciata Filippina in Italia</a>.</p>
<h2>
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		<title>Cambiare vita in Francia: Parigi, capitale della moda</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 12:53:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parigi, la &#8220;città delle mille luci&#8221;, capitale della moda, è una delle più grandi e popolate capitali europee. Divisa in 20 arrondissements, la città è abitata da 2,2 milioni di persone, mentre 12 sono invece i milioni di persone che vivono nell&#8217;area metropolitana immediatamente periferica. Parigi deve il suo nome all&#8217;insediamento gallo-celta dei Parisii – [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parigi</strong>, la &#8220;città delle mille luci&#8221;, capitale della moda, è una delle più grandi e popolate capitali europee. Divisa in 20 <i>arrondissements</i>, la città è abitata da 2,2 milioni di persone, mentre 12 sono invece i milioni di persone che vivono nell&#8217;area metropolitana immediatamente periferica.</p>
<p>Parigi deve il suo nome all&#8217;insediamento gallo-celta dei Parisii – o perlomeno così si riferivano i Romani a questa popolazione che nel 52 a.C. si insediò sulla riva sinistra della Senna, in quello che oggi è il &#8220;Quartiere Latino&#8221; (5° <i>arrondissement). </i>I Romani rimasero a parigi fino al 500 d.C. circa, quando la città passò ai Carolingi, guidati da quello che è considerato il primo vero re di Francia: Clovis des Francs<b>. </b>Ai Carolingi si deve l&#8217;inizio dell&#8217; espansione della città sulla riva opposta della Senna.</p>
<p>Nel Medioevo, soprattutto dopo la fondazione dell&#8217;Università della Sorbonne, Parigi divenne una delle capitali del sapere, ma fu solo dalle ceneri della Rivoluzione Francese che nacque la città moderna, luminosa ed aperta che conosciamo oggi.</p>
<p><strong>Parigi</strong> è una città frenetica, che sembra non dormire mai, in cui gli eventi mondani, sportivi e sociali si susseguono tutto l&#8217;anno: dal torneo 6 Nazioni di rugby, alla settimana della moda in primavera, al torneo di tennis del Roland Garros in maggio agli eventi all&#8217;aperto (soprattutto nei giardini e nei parchi) che si susseguono con l&#8217;arrivo della bella stagione e che culminano con i festeggiamenti della &#8220;presa della Bastiglia&#8221; del 14 Luglio (festa nazionale). L&#8217;estate termina in musica a Parigi, con il Rock en Seine (festival pop internazionale), ed il Jazz à la Villette, festival di Jazz contemporaneo che richiama artisti da tutto il mondo. Con la settimana della moda autunnale e lo spettacolo della Nuit Blache (la notte bianca) il primo sabato di ottobre, Parigi si trasforma ed il sole estivo lascia il posto al calore di luci, candele ed atmosfere che ben presto sfociano nelle luci e celebrazioni natalizie.</p>
<p>Tutto questo senza nemmeno citare i monumenti ed i musei che arricchiscono quasi ogni angolo della città: dal Louvre, alla Tour Eiffel, dal Musée d&#8217;Orsay a quello di Picasso, dal cimitero di Père-Lachaise, a Les Invalides, Sacré Coeur, Mont Martre o Notre Dame.</p>
<p>Affittare un appartamento a Parigi con <a href="http://www.all-paris-apartments.com/it/appartamenti-parigi/">All Paris Apartments</a>, ed acquistare in qualunque edicola &#8220;<i>Paris Pratique par Arrondissement</i>&#8221; (una splendida guida con il meglio dei singoli quartieri a soli 4,50 €), saranno i migliori modi di visitare questa città dagli (almeno) 20 volti, che ogni anno accoglie più di 45 milioni di turisti.</p>
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		<title>Trasferirsi in Russia: espatriare, comprare casa, trovare lavoro e fare impresa</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 17:13:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cominciare una nuova vita in Russia: le cose da sapere per vivere in Russia, lavorare in Russia, fare business in Russia, Investire in Russia Russia, il più grande paese del mondo intero per estensione, ben undici fusi orari, e patria di scrittori, pensatori e persino astronauti famosissimi in tutto il mondo, nonostante sia spesso accreditato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cominciare una nuova vita in Russia: le cose da sapere per vivere in Russia, lavorare in Russia, fare business in Russia, Investire in Russia</p>
<p><b>Russia</b>, il più grande paese del mondo intero per estensione, ben undici fusi orari, e patria di scrittori, pensatori e persino astronauti famosissimi in tutto il mondo, nonostante sia spesso accreditato come un paese di crudeli dittatori e di malavitosi, è meta, già da diversi anni, di immigrati provenienti da tutto il mondo e che sfruttano la possibilità di <b>trovare lavori manageriali </b>o senior nel <b>settore delle esportazioni di materiali</b> oppure anche solo per insegnare una lingua straniera e venire a contatto con una cultura ricca, interessante e complessa come quella russa.<span id="more-604"></span></p>
<p>I viaggiatori o gli espatriati che si recano in Russia rimangono sempre affascinati dall’enorme quantità di chiese e cupole a bulbo presenti su tutto il suolo russo, dallo spettacolo naturale del Volga e dal grande lago Baikal, la perla della Siberia, uno dei laghi più antichi e più profondi d’acqua dolce presente sul pianeta e che ospita una flora ed una fauna incontaminata.</p>
<p>Se non avrete paura del grande freddo e dei lunghi inverni, potrete trovare in Russia un ambiente molto più accogliente di quello che potreste pensare e godere, durante l’estate, di un clima mite e caldo e che vi mostrerà una natura rigogliosa e piena di animali selvatici e suggestivi.</p>
<p>All’interno dello sconfinato territorio Russo, le <b>città più quotate dagli espatriati</b> sono ovviamente le note <b>Mosca</b> e <b>San Pietroburgo</b> ma, se avrete voglia di esplorare, anche città meno grandi come Krasnoyarsk, Barnaul, Petropavlovsk e Ulan-Ude, insieme alle città di media grandezza come ad esempio <b>Vladivostok</b> o <b>Kazan</b>, chiamata ufficialmente “la terza capitale russa”, potranno essere meta del vostro espatrio. Ovviamente la città di Mosca, enorme, emozionante e faticosa al tempo stesso è una delle mete più affascinanti di questo paese che, oltre ad essere sede della meravigliosa Piazza Rossa e del Cremlino, è anche una città ricca e intensa dal punto di vita culturale, sociale e lavorativo. Se avete intenzione di visitare e provare a conoscere queste città da stranieri e senza una guida che possa farvi da “Cicerone” date un’occhiata a Way to Russia (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.waytorussia.net/destinations.html/">www.waytorussia.net/destinations.html/</a></span>) che, oltre ad offrire diverse informazioni su come trasferirsi in Russia, propone una lista e varie guide molto interessanti sulle principali città russe e le diverse attrazioni e bellezze locali. In aggiunta, anche il sito dell’<b>Ente del Turismo Nazionale Russo</b> (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.russia-travel.com/">www.russia-travel.com</a></span>) è un valido aiuto per ottenere <b>informazioni turistiche</b> ma non solo.</p>
<p><b>Visti e burocrazia</b></p>
<p>La burocrazia russa pare essere molto complicata quindi, se avete intenzione di <b>trasferirvi in Russia</b>, cercate di preparare con anticipo il vostro espatrio, soprattutto per quello che riguarda il visto di soggiorno. Non essendo possibile ottenere un visto al vostro arrivo in Russia, dovrete per forza richiedere anticipatamente il <b>permesso di soggiorno</b> che, normalmente, viene <b>concesso a seguito di una formale “lettera d’invito”</b>. I visti possono essere di diverso tipo: privato, turistico, studentesco, d’affari o di lavoro. Ad ogni modo, per chi ha intenzione di <b>trasferirsi in Russia per un periodo di più di tre mesi</b>, potrà scegliere tra:</p>
<ul>
<li><b>Visto studentesco</b> (student visa): è il visto per gli studenti che si recano in Russia per uno scambio di studio ed è concesso a seguito di un invito da parte di una istituzione scolastica. Questo visto è valido per tutto il tempo necessario a concludere gli studi;</li>
<li><b>Visto lavorativo</b> (work visa): questo visto fa al caso di tutti coloro che si recano in Russia per lavorare e viene concesso agli stranieri che hanno un lavoro ufficiale (o civile) contrattato sul suolo russo. Questo visto ha una durata di dodici mesi ma può essere prorogato per tre anni;</li>
<li><b>Visto d’affari</b> (business visa): è il visto per chi ha intenzione di recarsi in Russia per svolgere attività commerciali, solitamente a breve termine, e per le quali non è richiesta l’autorizzazione al lavoro come, ad esempio, il lavoro di manager d’impresa che si recano in Russia per partecipare a riunioni, mostre, fiere, seminari, etc. I business visa hanno diverse validità, da trenta giorni fino a dodici mesi, e possono essere utilizzati per entrare nel paese una o più volte.<img title="Pagina successiva..." alt="" src="http://www.mollaretutto.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /></li>
</ul>
<p><img title="Pagina successiva..." alt="" src="http://www.mollaretutto.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /><img title="Pagina successiva..." alt="" src="http://www.mollaretutto.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /></p>
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		<title>Trasferirsi a vivere e lavorare in Finlandia: le cose da sapere</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 13:52:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Iniziare una nuova vita in Finlandia, mollo tutto e vado a vivere in Finlandia, lavorare in Finlandia, cambio vita e vado in Finlandia Mollare tutto e trasferirsi in Finlandia: il paese del sole a mezzanotte e del colosso Nokia La Finlandia, paese noto in tutto il mondo per la marca di cellulari e smartphone Nokia, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziare una nuova vita in Finlandia, mollo tutto e vado a vivere in Finlandia, lavorare in Finlandia, cambio vita e vado in Finlandia</p>
<p><b>Mollare tutto e trasferirsi in Finlandia: il paese del sole a mezzanotte e del colosso Nokia</b></p>
<p>La Finlandia, paese noto in tutto il mondo per la marca di cellulari e smartphone Nokia, è un paradiso naturale fatto di boschi, laghi, città e piccoli insediamenti sparsi qua e là e totalmente immersi nel verde degli alberi. Per chi ha sempre sognato di andare a vivere nella penisola Scandinava, la Finlandia, a metà tra Oriente ed Occidente &#8211; essendo situata infatti tra Svezia, Norvegia e Russia &#8211; offre un’affascinante opportunità per vivere in un paese fatto di contrasti dove i cambiamenti climatici e naturali delle quattro stagioni regalano emozioni uniche e dove è possibile ammirare uno degli spettacoli più suggestivi del pianeta: il sole di mezzanotte durante l’estate.<span id="more-596"></span></p>
<p lang="it-IT"><b>Uno sguardo alla Finlandia</b></p>
<p>La Finlandia è una Repubblica Presidenziale e, al contrario delle confinanti Svezia e Norvegia, fa parte dell’Unione Europea anche dal punto di vista monetario, infatti, la valuta corrente finlandese è l’euro. Le lingue parlate in Finlandia sono il finnico (finlandese), lo svedese e la lingua sami, ossia la lingua parlata dagli indigeni autoctoni che vivono nel territorio lappone, una regione che si estende per buona parte della Norvegia, Svezia, Finlandia e persino Russia nella penisola di Kola.</p>
<p>Facente parte della regione geografica comunemente conosciuta come Fennoscandia, la Finlandia è uno dei paesi più vicini al Circolo Polare Artico e, per questa ragione, ospita sia un’imponente natura fatta di grandi boschi, quasi 190.000 laghi glaciali e una fauna di orsi bruni, lupi, linci, alci e renne; sia un clima non propriamente temperato e che in certi periodi dell’anno può raggiungere anche i -30 gradi. Il clima rigido di queste zone della regione boreale, le notti bianche nel periodo che coincide con il solstizio d’estate (notti in cui non fa mai veramente buio e in cui il sole tramonta effettivamente solo per pochissimo tempo dando l’impressione che le notti non arrivino mai) e la scarsa popolazione e urbanizzazione di questo stato europeo, hanno fatto sì che negli anni si associasse l’immagine della Finlandia ad un paese freddo, inospitale e famoso per il suo alto tasso di suicidi. In realtà la Finlandia è un paese il cui popolo, per quanto silenzioso e alle volte cupo, sa farsi apprezzare ed amare per la sua onestà ed integrità e in cui, una volta ammirati i grandi arcipelaghi e la natura incontaminata, o dopo aver provato il relax delle saune finlandesi e le prelibatezze gastronomiche come il salmiakki, un dolce nero o marrone scuro un po’ salato a base di liquirizia, e il lörtsy, un tortino di carne sottile a forma di mezzaluna inventato a Savonlinna, nella Finlandia orientale, non riuscirete più ad andarvene.</p>
<p>Oltre che per le sue meraviglie naturali e gastronomiche, la Finlandia è un ottimo paese anche dal punto di vista del welfare e dei servizi sociali. La Finlandia vanta infatti un tasso di alfabetizzazione del 100% e la scuola, oltre ad essere gratuita, fornisce ai suoi alunni materiali didattici, libri di testo, pasti e persino il trasporto per chi risiede a più di 5 km lontano dagli istituti di insegnamento. Anche la formazione superiore, ossia l’università, è gratuita e, anche se vi si accede solo per selezione e dopo aver sostenuto un esame statale, lo stato finlandese offre ai suoi studenti uno stipendio di circa 500 euro al mese, un alloggio e un’infinità di sconti e servizi di ogni genere (ad esempio le biblioteche aperte ventiquattro ore su ventiquattro). Per quello che riguarda il sistema sanitario, la Finlandia, come Svezia e Norvegia, possiede uno dei sistemi più di alto livello del mondo, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione ai più piccoli e al settore della pediatria. Anche a livello di parità tra i sessi, la Finlandia è di certo un paese in cui la popolazione femminile è estremamente attiva, rispettata e – alle volte – persino più incisiva di quella maschile. Infine, guardando al mondo lavorativo, la Finlandia, pur possedendo un’economia molto sviluppata, è stata toccata anch’essa dalla recessione economica degli ultimi anni che, nonostante non abbia intaccato né il welfare né il debito pubblico finlandese, uno dei più bassi della zona euro, ha però creato un mondo del lavoro molto flessibile caratterizzato sia da una mancanza di mano d’opera sia da una probabile insicurezza di trovare un posto fisso.</p>
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		<title>Uno sguardo su Londra</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 14:23:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una della capitali europee dello shopping, della finanza (è la prima piazza borsistica d&#8217;Europa), dell&#8217;arte e dell&#8217; easy living, Londra è la più visitata destinazione turistica a livello internazionale. La capitale del Regno Unito è anche la città più popolosa della nazione, con ben 14 milioni di residenti, ed è una delle 10 città più [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una della capitali europee dello shopping, della finanza (è la prima piazza borsistica d&#8217;Europa), dell&#8217;arte e dell&#8217; <em>easy living</em>, Londra è la più visitata destinazione turistica a livello internazionale. La capitale del Regno Unito è anche la città più popolosa della nazione, con ben 14 milioni di residenti, ed è una delle 10 città più grandi del mondo.<span id="more-590"></span></p>
<p>Fondata dai Romani nel 43 a.C. venne ben presto distrutta dagli Iceni (una tribù britannica che viveva nell&#8217;odierna Norfolk) per essere rifondata nel II secolo, nuovamente dai Romani. L&#8217;arrivo degli Anglosassoni nel VII secolo portò la fondazione di un nuovo insediamento,<em> Ludenwic, </em>da cui la città sembra aver preso l&#8217;odierno nome. Nonostante l&#8217;arrivo dei Romani nel I° secolo a.C., recenti scoperte farebbero pensare ad una Londra ben più antica, risalente addirittura al 4.500 a.C.</p>
<p>Suddivisa in 32 quartieri, Londra ha come centro culturale, politico, commerciale e fulcro della città la <strong>City of Westminster</strong><em>, </em>che oltre al Palazzo del Governo ospita anche Buckingham Palace, il Big Ben, la Royal Albert Hall, Hyde Park, la National Gallery e la Westminster Abbey, mentre la <em>City of London</em>, è il principale centro finanziario europeo.</p>
<p>Se invece si è alla ricerca di divertimento e shopping, il quartiere migliore è quello di <em>West End</em>: qui si trova infatti <em><strong>Oxford Street,</strong></em> accanto al British Museum, che con i suoi 300 negozi è una delle strade più famose e grandi al mondo. Qui si trovano la maggior parte dei teatri, cinema, club e locali più famosi della città. I quartieri più eleganti sono invece <em>West London e South Kensingto, </em>dove si trova l&#8217;icona dello shopping a Londra: <em>Harrod&#8217;s.</em></p>
<p>Affittare un appartamento a Londra con <a href="http://www.gowithoh.it/appartamenti-londra/"><strong>Gowithoh</strong></a> è certamente una valida scelta, per affrontare una città tanto grande e con tante cose da vedere e luoghi da ammirare: la rete di mezzi pubblici (dai famosissimi bus rossi, ai taxi dalla linea retro, alla rete metropolitana) è non solo consigliabile, ma anche efficientissima.</p>
<p>Per chi volesse, inoltre, avere uno &#8220;spaccato&#8221; di vita vera e vedere come vivono gli italiani a Londra consigliamo la <a href="http://www.youtube.com/user/voglioviverecosiwrld"><strong>Web Series Vivo Così</strong></a> – Italiani nel Mondo</p>
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		<title>Business in oriente: nuove opportunità in Cina</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 12:23:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Estremo oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro nelle telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua inglese]]></category>
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		<description><![CDATA[Se avete un buon inglese, precedenti esperienze lavorative di un certo spessore e siete pronti a compiere una vera e propria rivoluzione nella vostra vita, la Cina potrebbe essere un buon posto dove trasferirsi. In questo momento di crisi per l’Italia e per l’Europa, cogliere l’occasione per arricchire il vostro curriculum di un’esperienza occupazionale diversa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete un buon inglese, precedenti esperienze lavorative di un certo spessore e siete pronti a compiere una vera e propria rivoluzione nella vostra vita, la Cina potrebbe essere un buon posto dove trasferirsi. In questo momento di crisi per l’Italia e per l’Europa, cogliere l’occasione per arricchire il vostro curriculum di un’esperienza occupazionale diversa e imparare una lingua come il cinese, che, potrebbe aprirvi le porte di tante occasioni lavorative anche in altre parti del mondo.<span id="more-582"></span></p>
<p>Nel settore alberghiero e della ristorazione, l’offerta di lavoro per gli italiani è per esempio molto buona. Soprattutto i cuochi, a Shanghai e a Pechino, sono ricercatissimi nei migliori ristoranti, e in quelle strutture come hotel e casinò destinate ad accogliere coloro che si recano in Cina per un viaggio di lavoro, o anche solo per turismo. Se cercate un lavoro in una casa da gioco questo potrebbe essere il momento giusto. La politica nei confronti del gioco d’azzardo è cambiata tantissimo negli ultimi anni e, sulla scia del successo ottenuto in questo senso da Macao e Hong Kong, <a href="http://casinoonline.it/la-cina-comincia-ad-aprire-nuovi-casino">la Cina apre nuovi casinò</a>, intercettando il turismo locale e creando, difatti, nuovi posti di lavoro.</p>
<p>Anche nel “paese del sol levante” la crisi finanziaria internazionale ha certo frenato la crescita economica, ma tante sono ancora le opportunità, presso le ambasciate o gli uffici di rappresentanza del nostro paese, e, se conoscete già il cinese, in qualità di interpreti e traduttori. Sono poi più di 1500 le aziende private italiane attive su suolo cinese: il 40% di queste si occupa della produzione di manifatture e macchinari per l’industria, il 20% di meccanica, il 20% di consulenza e servizi, il 15% della ristorazione.</p>
<p>Ricordate, tuttavia, che in Cina l’aspetto burocratico rallenta di molto le transazioni, specialmente per gli stranieri. In questo senso non è conveniente partire con un visto turistico (della durata di soli 30 giorni) e poi provare a cercare un lavoro in loco, è più opportuno trovare un’occupazione già dall’Italia, attraverso portali come <a href="http://www.corriereasia.com/">Corriereasia</a> o <a href="http://www.cinaoggi.it/my/">MyCinaOggi</a>. Le pratiche per ottenere il visto di lavoro saranno così più semplici, perché condotte dall’azienda stessa.</p>
<p>Il governo cinese, inoltre, non concede un visto di lavoro se non si è in possesso già di una possibilità concreta di contratto, certificata dall’azienda che vuole accogliervi. Più difficile, ma non impossibile, ottenere un’occupazione in un’azienda cinese. Gli italiani sono sempre benvenuti, ma, in quest’ultimo caso, la conoscenza del cinese è quasi sempre condizione imprescindibile.</p>
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		<title>Da quattro mesi vivo a Praga</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 12:09:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando giunsi a Praga avevo con me solo 300 euro, un biglietto di andata e ritorno di quelli low cost (fortunatamente sono tanti i voli per Praga di quelli che costano meno di cento euro), tanta voglia di conoscere la città, Lucky Strike, un boccaccio di Nutella e poche, recondite speranze. Ma prima di aprirmi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando giunsi a Praga avevo con me solo 300 euro, un biglietto di andata e ritorno di quelli low cost (fortunatamente <a href="http://www.volo24.it/Conveniente/Praga/Volo-25393">sono tanti i voli per Praga</a> di quelli che costano meno di cento euro), tanta voglia di conoscere la città, Lucky Strike, un boccaccio di Nutella e poche, recondite speranze.</p>
<p>Ma prima di aprirmi a voi, sarebbe tuttavia gentile, e di certo illuminante, abbozzare una breve schizzo di chi scrive. Paolo, 32 anni, amici, calcio, musica (adoro il rock anni &#8217;70) e una lunga storia con Elena, naufragata dopo anni di vele spiegate ad una tempesta che si preannunciava da anni all&#8217;orizzonte. Forse la mia vedetta era girata dall&#8217;altra parte. Laurea in ingegneria in tasca, di quelle 110 e lode costate notti sui libri, capelli radi, sigarette a catena e formule matematiche.<br />
Dopodiché i vari progettucoli a tempo determinato, di quelli che Madama Fortuna mi concedeva dopo canzoni intere di “le faremo sapere”, “curriculum interessante, ma&#8230;”, “Lei è troppo qualificato per lavoro”. Fortunatamente ho provveduto io a squalificarmi in progettini di bassa lega o avrei dovuto chiedere finanche a mia mare i soldi per il caffè.<br />
Fatto è che quando mi si ventilò l&#8217;ipotesi di un colloquio presso un&#8217;azienda a Praga – soffiata da parte di Massimo, che ormai si era trasferito da un paio d&#8217;anni nella capitale ceca, acquistai il biglietto con l&#8217;indifferenza di chi acquista il biglieto del tram per raggiungere la zia in un altro quartiere. Se qualcuno mi avesse detto quanto sarebbe valso quel biglietto, forse l&#8217;avrei già incorniciato.<span id="more-575"></span></p>
<p>A Praga sbarcai una mattina di metà novembre, dal clima accogliente come una cella frigorifero. Poco male, di certo non ero lì per il mare. Massimo abitava e abita ancora dalle parti del monastero di Brevnov e fortuatamente il tasista capì al volo altrimenti avrei potuto soltanto piangere: la lingua ceca è qualcosa di incredibile, ormai vivo a Praga da 4 mesi e riesco ancora a stento a dire “Buongirono” e “buonasera”. Breve annotazione per l&#8217;avventuriero che ha scelto Praga: armarsi di un libro di grammatica, di santa pazienza e di antidepressivi a base di nutella: ce ne vuole prima di articolare suoni quali “co je autobusová zastávka&#8230; ?” (qual è la fermata del bus per&#8230;?).<br />
Ad ogni modo, la sera stessa passeggiamo per la città e fu subito folgorazione.<br />
Prendete tutte le guide che trovate per internet e le dichiarazioni ammirate di amici che sono stati a Praga: addizionatele e moltiplicatele per mille. Avrete un&#8217;idea di cosa significhi camminare per il Ponte San Carlo o per Malà Strana. C&#8217;è da dar fondo all&#8217;intero dizionario della lingua italiana per descriverla: bella, magnifica, magnificente, sublime, fascinosa, misteriosa, romantica, intensa, appassionata, travolgente, maestosa e chi più ne ha più ne metta.<br />
Il colloquio di lavoro fu un inglese. Ricordo che ebbi una buona sensazione, ma ormai le illusioni delle “belle sensazioni” mi avevano sfibrato e tornando preferii accantonare, pur con amarezza, qualunque rosea prospettiva e godermi la vacanza.<br />
La sera setssa, inoltre, potei finalmente dedicarmi alla birra ceca, che la sera precedente non “aprofondii” a causa del colloqio dell&#8217;indomani. I cechi sono orgogliosi della loro birra e come dar loro torto ? Ce n&#8217;è per ogni gusto, colore, dolcezza e&#8230; quantità. Il venerdì e il sabato sera non è difficile incontrare per strada torme di schiamazzanti palesemente su di giri. Talvolta contruibusice a creare una certa, gioiosa atmosfera, a volte maagri il volume e il tono è decisamente imbarazzante, ma dacché vivo qui non ho mai avuto un solo problema. Certo, un paio di risse le ho viste, ma torno a dire, a non importunare nessuno non si viene mai importunati. Inoltre da queste parti la polizia non è esattamente tenera con gli ubriachi molesti.</p>
<p>In tuttimodi, mercoledì mi apprestavo a far le valigie, a ringraziare Massimo della bella possibilità e tornare al grigiore della mia vita sonnolenta di provincia centroitaliana quando lessi l&#8217;e-mail che mi cambiò l&#8217;esistenza. Ero stato preso, avrei cominciato il lunedì seguente.<br />
Lo annunciai alla mia povera madre su Skype e quasi non le venne un colpo, santa donna. Strappa il biglietto di ritorno e la sera portai Massimo a festeggiare con me. Naturalmente a base di pivo, la birra ceca. Cominciava una nuova avventura.</p>
<p>Quattro mesi son passati. Trovai un appartamento con un canadese e un tirolese che parlava poco italiano, ma lo capiva bene, a Praga 6. Non era proprio comidissimo da lì raggiungere l&#8217;ufficio e il centro, si è dall&#8217;altra parte del fiume e bisogna prendere due tram, ma in compenso l&#8217;appartamento è abbastanza economico, cosa che non guasta. Come ho già detto, la lingua è un bel prblemino, non è mica facile il ceco. Fortunatamente al lavoro l&#8217;inglese va benone perché lavoro in un team internazionale e Praga è una città che negli ultimi vent&#8217;anni ha visto così tanto turimso da essersi internazionalizzata ben bene, si vive benissimo anche col solo inglese. Tuttavia, non manco di imparare pochino pochino al giorno.<br />
Il clima è decisamente ostile per noi mediterranei. A dicembre e gennaio si piangea dal freddo e a ciò contribuiva anche quell&#8217;allegra umidità simpaticamente regalataci dalla Moldova, quell&#8217;umidità gentile che attraversa dolcemente i tessuti e scuote la ossa anche se indossi praticamente le pecore vive addosso.<br />
Particolare marginale, se vien da pensare alla vita sociale della città. Innanzitutto i praghesi anno un infinito rispetto per qualunque forma musicale e trovare quindi un locale dove si suona dal vivo, il finesettimana, è come cercare il sole d&#8217;agosto, direbbe mia nonna. Praticamente ogni due-tre angoli un locale ospita una band o ci sono eventi musicale in questo o quel contesto.<br />
La presenza italiana è relativamente nutrita e non è difficile crearsi già dopo qualche tempo un giro sia di amici di scorrerie notturne fra pub e locali, sia di negozi e salumerie italiane che non faciano mancare troppo i sapori della propria terra. Non che nella cucina praghese non mancihon le leccornie, eh: i “knedliky”somigliano un po&#8217; ai nostri gnocchi e il sapore non se ne discosta molto, il “veprova vecene” è un arrosto in zuppa pure squisito e i dolci non mancano. Solo che alla lunga sono sapori forse un po&#8217; pesanti per noi dediti con gusto alla dieta mediterranea.<br />
Nostalgia che si scaccia relativamente facilmente per chi, come me, è del Lazio: i collegamenti fra Praga e Roma sono numerosi e con alcune compagnie low cost, tipo Smartwings o con offerte della Czech Airlnes la Capitale si raggiunge a pochi euro, in due orette.</p>
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		<title>Trasferirsi a vivere, lavorare e fare impresa in Turchia</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 12:58:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Turchia: le cose da sapere per chi vuole vivere, lavorare, investire o fare business in Turchia Turchia, paese emergente tra Oriente e Occidente Nell’immaginario comune la Turchia profuma di Nargile, sa di vapore di Hamam aromatizzato alla menta, ha il sapore intenso di un caffè nero e forte e per continuare con i tratti di questa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Turchia: le cose da sapere per chi vuole vivere, lavorare, investire o fare business in Turchia</p>
<h2>Turchia, paese emergente tra Oriente e Occidente</h2>
<p>Nell’immaginario comune la Turchia profuma di <i>Nargile</i>, sa di vapore di <i>Hamam</i> aromatizzato alla menta, ha il sapore intenso di un caffè nero e forte e per continuare con i tratti di questa cultura, che da sempre si trova a cavallo tra Oriente e Occidente, basti citare: la poesia di Nazim Hikmet, il cinema di Fatih Akin e i romanzi di Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura.<span id="more-562"></span></p>
<p>Oltre a ciò non c’è da dimenticare che il paese è giovane e palpitante e che la sua città più famosa – Istanbul – è tra le più dinamiche del mondo, secondo il Global Metro Monitor: una ricerca che prende in considerazione 150 metropoli mondiale e valuta come fattori i redditi e l’occupazione. Ebbene, con la ripresa del 2009-2010 (post-recessione), Istanbul è passata in vetta rispetto a tutte le altre città.</p>
<p>Insomma, la Turchia è a pieno titolo un paese emergente – anzi già emerso – sito proprio nel cuore del Mediterraneo. Paese membro fondatore dell’OCSE (1961) e del G20 (1999), tuttavia, i tentativi, portati avanti negli anni dai vari governi, di essere accolto tra i paesi membri dell’Unione Europea hanno fatto un buco nell’acqua. Eppure, la maggior parte del suo commercio estero si svolge con i paesi dell’Unione; dopo la crisi economica del 2001, gli investimenti sono risaliti, la disoccupazione è in calo e l’industria è notevolmente cresciuta, grazie anche agli investimenti di Germania e USA.</p>
<p>Restano alcuni punti dubbi sulla scoppiettante economica turca, come il forte deficit – dovuto per la maggior parte alla bilancia commerciale &#8211; e la poca propensione degli investitori stranieri a operare nel paese (mentre lo fanno per paesi in una situazione simile, come Polonia, Cina e Russia). I dati però sono confortanti e l’economia continua a crescere, anche se meno rispetto al 2011, l’anno record in cui il suo tasso di crescita fu il più alto del mondo (+11,6%).</p>
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		<title>Paesi Bassi: le cose da sapere se sognate di mollare tutto e andarci a vivere</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 22:14:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Monarchia]]></category>
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		<category><![CDATA[Paesi anglossassoni]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità privata]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasferirsi a vivere e lavorare nei Paesi Bassi: istruzioni per l&#8217;uso Paesi Bassi, il paese dei tulipani e delle molte libertà. Associamo spesso i Paesi Bassi a immagini idilliache come la tipica olandesina con zoccoletti e cuffietta, i mulini a vento, il formaggio con i buchi il bellissimo e sensuale tulipano (fiore simbolo del paese [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Trasferirsi a vivere e lavorare nei Paesi Bassi: istruzioni per l&#8217;uso</p>
<h2>Paesi Bassi, il paese dei tulipani e delle molte libertà.</h2>
<p>Associamo spesso i Paesi Bassi a immagini idilliache come la tipica olandesina con zoccoletti e cuffietta, i mulini a vento, il formaggio con i buchi il bellissimo e sensuale tulipano (fiore simbolo del paese e anche uno dei maggiori prodotti di esportazione). In realtà, come molti sanno, <b>questo paese è modernissimo, all’avanguardia</b> sotto molti aspetti e dotato di città bellissime, a partire dalla capitale, Amsterdam, costruita su una rete di straordinari canali che datano del XVII secolo.<span id="more-546"></span></p>
<p>Per iniziare a parlare di questo interessante territorio del nord Europa, è necessario chiarire subito alcuni punti sulla terminologia che inducono in confusione. L’Olanda, nome con il quale, in italiano, s’intende spesso tutto il paese, non è altro che una regione &#8211; la più popolata e la più importante &#8211; dei <b>Paesi Bassi</b>, termine corretto per indicare questo stato. E questo vale anche per la lingua. Ci rivolgiamo spesso alla lingua ufficiale come “olandese”, in realtà si dovrebbe dire “nederlandese”, l’olandese si parla soltanto in Olanda, appunto! Per completare il capitolo linguistico bisogna aggiungere il frisone (parlato nella regione della Frisia) e tenere presente che una buona parte della popolazione conosce bene anche l’inglese, il francese e il tedesco.</p>
<p>I Paesi Bassi sono una <b>monarchia parlamentare</b> con capitale Amsterdam, il cui regno comprende anche alcune isole come Aruba, Curaçao, Saint Maarten.</p>
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		<title>Mollo tutto e vado a studiare a Londra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 13:54:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ormai sembra essere la parola d’ordine dei giovani di oggi, d’Italia, nella fattispecie: mollare tutto . Ciò che spinge a compiere un passo tanto avventuroso e coraggioso è la voglia di rivalsa che anima le nuove generazioni, sempre più vittime di indifferenza e scavalcamenti da parte di chi ha le “giuste conoscenze” in quello che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai sembra essere la parola d’ordine dei giovani di oggi, d’Italia, nella fattispecie: mollare tutto . Ciò che spinge a compiere un passo tanto avventuroso e coraggioso è la voglia di rivalsa che anima le nuove generazioni, sempre più vittime di indifferenza e scavalcamenti da parte di chi ha le “giuste conoscenze” in quello che rappresenta il fulcro attorno al quale ognuno di noi costruisce la propria indipendenza: il lavoro.</p>
<p>Un mercato del lavoro, quello italiano, che si mostra sempre più restio ad accogliere al suo interno i giovani, i quali, delusi e demotivati, si vedono costretti a “spostare” i sogni del proprio cassetto in una valigia e a lasciare a malincuore la propria famiglia ed il proprio Paese. Quando si sceglie di mollare tutto solitamente si sceglie anche una città o un Paese in cui sia parlata una lingua con la quale si abbia un minimo di dimestichezza: l’inglese, l’Inghilterra – e dunque Londra, destinazione per eccellenza in cui è possibile ancora per i giovani di tutto il mondo crearsi un futuro. Quale? Dipende anche dal livello di conoscenza della lingua: più la si conosce più si può ambire a ricoprire cariche di un certo livello. Non a caso la metropoli ospita le migliori scuole di lingua ed Esl, leader nell’organizzazione di soggiorni studio all’estero, si avvale delle eccellenze accademiche più famose e più conosciute al mondo. Per averne un’idea, basta andare su <a title="http://www.esl.it" href="http://www.esl.it" target="_blank">http://www.esl.it</a>. C’è da dire che la voglia di partire alla “conquista del mondo” oggi trova spazio più di ieri in quella che viene definita da “qualcuno” generazione choosy: sarà perché la maggior parte di loro, grazie all’evolversi dei tempi, è molto più indipendente e larga di mente rispetto alle generazioni precedenti. Anche perché buona parte di loro ha lasciato il caldo nido familiare per andare all’Università o perché ognuno di loro, almeno una volta nella vita, si è concesso una vacanza fuori dall’Italia.</p>
<p>Sarà perché internet, questo strumento che ci ha permesso di crescere insieme a lui facendoci diventare dei figli virtuali predisposti per indole alle relazioni con culture diverse o, ancora, sarà perché l’importanza delle lingue straniere ci viene insegnata sin dall’asilo: fatto sta che oggi siamo naturalmente predisposti a mollare tutto, cosa che invece non accadeva appena 20 anni fa.</p>
<p>Per i nostri genitori o per i nostri nonni era impensabile andare all’estero per una motivazione diversa dal viaggio di nozze; mentre per i giovani di oggi <a title="frequentare corsi di inglese a Londra con un soggiorno linguistico organizzato " href="http://www.esl.it/it/adulti/inglese/inghilterra/viaggio-studio-londra/index.htm" target="_blank">frequentare corsi di inglese a Londra con un soggiorno linguistico organizzato </a>è un fatto naturale e quasi scontato! Il lasso di tempo non è molto, ma negli anni sono mutate e successe talmente tante cose che oggi essere svegli è un imperativo di vita che vale per tutti. Per le giovani generazioni accettare il cambiamento è stato più semplice; tuttavia, è stato – ed è – molto complicato trovarsi a subire le brutte conseguenze di situazioni non volute da noi sul mercato del lavoro. Ecco quindi che quando l’entusiasmo di un giovane viene sopraffatto dalla rabbia e dalla constatazione che le sue idee &#8211; fresche ed originali &#8211; non vengono nemmeno prese in considerazione, si deve per forza trovare uno stimolo nuovo che impedisca all’entusiasmo di trasformarsi in rabbia.</p>
<p>Abbracciare un Paese nuovo viene visto come un espediente per allargare e migliorare la propria prospettiva, ma le paure di affrontare tutto questo da soli esistono oggi così come esistevano ieri. È cambiato l’approccio ed il modo di pensare dei giovani, ma la paura di gestire una nuova situazione è insita nelle coscienze dei cinquantenni come in quella dei ventenni.</p>
<p>Quello che apporta forza alla coraggiosa scelta dei giovani che decidono di mollare tutto è, oltre alla convinzione e alla determinazione, la certezza di restare vicini ai propri cari, almeno virtualmente, e di ricevere gli aggiornamenti di ciò che loro ritengono importante attraverso i canali social, come il canale <a title="ESL Italia Twitter" href="https://twitter.com/eslitalia" target="_blank">ESL Italia Twitter</a>, che si tiene in contatto con i suoi allievi, prima, durante e dopo il viaggio studio all’estero.</p>
<p>Oggi, grazie a questa meravigliosa invenzione che è Internet e alle creature generate dalla sua evoluzione, si sono sviluppate delle tecnologie che consentono di avere accesso ad un’infinità di informazioni e soprattutto di vedere i propri cari quasi come se si fosse a casa con loro. Pensiamo alle videochiamate, alle chat, alle email, ai Social Network stessi: tutto questo oggi ci permette di vedere gli aggiornamenti dei nostri amici, followers o cerchie e non ci fa mai sentire completamente soli. La forza di queste tecnologie e la forza stessa delle giovani generazioni che mollano tutto è proprio la capacità di far sentire tutto il mondo parte integrante di una grande una famiglia.</p>
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		<title>Trasferirsi a vivere, lavorare e fare impresa alle isole Cayman</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 22:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mollo Tutto e trasferirisi alle Isole Cayman. Iniziare una nuova vita alle Cayman Cayman, “paradiso” dei Caraibi Molto spesso quando pensiamo alle Cayman, i primi vocaboli che vengono in mente sono tutti in inglese: hedge fund, tax free, offshore, fiscal paradise … E sì, perché questo grappolo di isole oltreché paradiso caraibico è anche fiscale. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mollo Tutto e trasferirisi alle Isole Cayman. Iniziare una nuova vita alle Cayman</p>
<h2>Cayman, “paradiso” dei Caraibi</h2>
<p>Molto spesso quando pensiamo alle Cayman, i primi vocaboli che vengono in mente sono tutti in inglese: hedge fund, tax free, offshore, fiscal paradise …<span id="more-523"></span></p>
<p>E sì, perché questo grappolo di isole oltreché paradiso caraibico è anche fiscale. E questo non è un segreto per nessuno. Chi vuole trarre il massimo profitto dai propri investimenti e dal patrimonio, sa dove andare. Per legge, infatti, non esistono tasse sui proventi finanziari. Qui i fondi comuni, grazie alla Mutual Funds Law del 2003, “prosperano” in un mercato deregolamentato.</p>
<p>Ed è per questo che personalità, industriali, imprenditori e abbienti del pianeta, conoscono bene questa destinazione. Sono almeno 50.000 le società offshore registrate e oltre 600 gli istituti bancari.</p>
<p>Esistono tuttavia sia accordi bilaterali (con gli Stati Uniti), che leggi nei vari territori – tra cui l’Italia &#8211; che pongono limiti fiscali ai rapporti commerciali tra le aziende, ad esempio italiane, e soggetti con sede alle Cayman.</p>
<p>C’è inoltre nell’aria – ovvero allo studio da parte del Governo delle isole – la possibilità di introdurre (per la prima volta) delle tasse, causa crisi! Le tasse riguarderebbero proprio i salari degli espatriati (al momento esenti, come per tutti i locali), i visti d’entrata … lasciando per adesso che lo status quo per i locali resti immutato. Pare che i tempi stiano cambiando anche a queste latitudini!</p>
<p>Questo territorio britannico d’oltremare si compone di tre isole principali: Grand Cayman, Little Cayman e Caiman Brac. Il capoluogo è George Town ed è nei suoi pressi che si trova la famosa spiaggia Seven Mile Beach: 7 miglia di sabbia bianca che fanno capire perché la seconda attività del paese (dopo quella finanziaria) sia il turismo. Grand Cayman è un’altra spiaggia spettacolare.</p>
<p>George Town è un importante porto turistico dove approdano quotidianamente lussuose navi da crociera. Sono circa 1,3 milioni i turisti che visitano le Cayman annualmente.</p>
<p>Il sito ufficiale delle isole Cayman fornisce informazioni utili e di carattere generale: <strong>www.expatfocus.com/expatriate-caymans</strong></p>
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		<title>Trasferirsi a vivere, lavorare e fare impresa a Singapore</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 20:58:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Singapore: istruzioni per l&#8217;uso per otterere un visto, trovare lavoro, costituire un impresa a Singapore, multietnica Svizzera d’Oriente. Nonostante la sua taglia, questa Città-Stato è diventata un vero e proprio simbolo mondiale della riuscita economica e della perfetta integrazione di culture diverse. Cinesi, malesi, indiani convivono ognuno nel rispetto degli altri dando vita a un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Singapore: istruzioni per l&#8217;uso per otterere un visto, trovare lavoro, costituire un impresa a Singapore, multietnica Svizzera d’Oriente.</p>
<p>Nonostante la sua taglia, questa Città-Stato è diventata un vero e proprio simbolo mondiale della riuscita economica e della perfetta integrazione di culture diverse.<span id="more-511"></span></p>
<p>Cinesi, malesi, indiani convivono ognuno nel rispetto degli altri dando vita a un ambiente misto per lingua &#8211; le lingue ufficiali sono malese, cinese mandarino, indiano, inglese -, cultura e tradizioni. Note sono le festività che rallegrano la vita dei singaporiani, e dei numerosi turisti, durante il corso di tutto l’anno, scandito dalle festività delle religioni più importanti: buddismo (la maggioranza), cristianesimo, islamismo, induismo, taoismo.</p>
<p>Singapore – the Lion City &#8211; è un collage di culture orientali a cui, negli anni, si sono aggiunte quelle occidentali (dei tanti migranti andati a vivere qui). Ed è ammirevole il senso di rispetto e tolleranza che si respira per le sue strade e in occasione, soprattutto, dei meravigliosi, coloratissimi festival, collegati per la maggioranza ai diversi riti e credenze.</p>
<p>Capitare in città durante uno di questi spettacolari eventi rende l’idea. Tra questi, sono molto famosi: il capodanno cinese, l’Hari Raya Haji (rituale musulmano celebrato dalla popolazione malese), il Tahipusam (festa indù celebrata dalla comunità Tamil).</p>
<p>Molti dei quartieri abitati dai singaporiani sono altrettanto pittoreschi, come il quartiere cinese, dove le case-bottega degli operosissimi abitanti di un tempo sono stati trasformati in deliziosi boutique-hotel.</p>
<p>Per il resto, Singapore è una città modernissima, come lo testimoniano i grattacieli svettanti, le avenue commerciali (Orchard Road), gli hotel, i ristoranti che offrono una rinomata e gustosa cucina, le abitazioni e gli uffici all’avanguardia. Tutto è, naturalmente, super cablato e la velocità con cui vive la città è decisamente accelerata. Singapore, trasformata dal piccolo villaggio di pescatori che era, è, però, anche molto verde e offre dei parchi e dei giardini spettacolari, come quello delle orchidee, il fiore nazionale.</p>
<p>Il paese racchiude, in un’area di circa 710 chilometri quadrati, tutta la bellezza e la raffinatezza dell’Oriente e dell’Occidente. E sebbene sia uno dei più piccoli al mondo – e il più piccolo in assoluto nella regione – gode di una posizione strategica (sulla punta della penisola malese) per il commercio e il traffico marittimo ed è conosciuta nel mondo intero per la sua economia libera di mercato e la sua forza lavoro iper efficiente.</p>
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		<title>Mollo tutto e mi trasferisco a vivere, lavorare e fare impresa a Malta</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 20:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Iniziare una nuova vita a Malta: le cose da sapere per chi vuole vivere o investire in immobili a Malta Malta, una modernità che poggia su antiche civiltà mediterranee Malta è un piccolo arcipelago nel mezzo del Mediterraneo, occupata, nei secoli, da quasi tutte le civiltà: Fenici, Cartaginesi, Romani, Greci, Siciliani, Arabi, Normanni, Francesi (i Franchi), [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziare una nuova vita a Malta: le cose da sapere per chi vuole vivere o investire in immobili a Malta</p>
<h2>Malta, una modernità che poggia su antiche civiltà mediterranee</h2>
<p>Malta è un piccolo arcipelago nel mezzo del Mediterraneo, occupata, nei secoli, da quasi tutte le civiltà: Fenici, Cartaginesi, Romani, Greci, Siciliani, Arabi, Normanni, Francesi (i Franchi), Tedeschi (i Germani), Spagnoli (gli aragonesi-catalani) …</p>
<p>I cavalieri di Malta hanno disegnato i suoi connotati più significativi. Governarono l’isola dal 1530 fino al 1798, quando le truppe napoleoniche riuscirono a cacciarli. Nel 1814 arrivarono gli Inglesi e l’isola rimase colonia britannica fino al 1964. Dal 2004 fa parte della UE.<span id="more-499"></span></p>
<p>Oggi, la Repubblica di Malta è una moderna e importante meta turistica del Mediterraneo, rinomata per le sue spiagge, la ricca e la gustosa gastronomia (che, tra l’altro, pesca dalla cucina araba e siciliana), il suo cospicuo patrimonio storico e culturale, un clima propizio almeno 9 mesi l’anno. Malta è ben collegata all’Italia con voli <em>low cost</em> e sarà la testa di ponte per la “colonizzazione commerciale” degli emergenti paesi dell’Africa. L’hub per la rete internet che dovrà svilupparsi in questi paesi si sta già spostando dal Nord Europa a queste latitudini. L’isola, gode, inoltre, di strutture bancarie e finanziarie solide e snelle (grazie anche al suo passato di paradiso offshore).</p>
<p><strong>Valletta,</strong> la capitale, si trova nell’isola più grande ed è una città-fortezza. Siamo qui nel centro finanziario, commerciale e politico dell’arcipelago. Vero e proprio capolavoro dell’architettura barocca. La cittadella sorse nel 1566 e fu completata in 15 anni. Valletta è città d’arte e gode del sigillo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.</p>
<p>I grattacieli e la cementificazione legati al turismo, invece, si trovano un po’ più in là, dove anche la vita notturna è palpitante: a <strong>Sliema</strong> e <strong>St. Julians</strong>. Qui si trova <strong>Paceville</strong> capitale del divertimento (ed è qui che si concentra la comunità italiana). <strong>St. Paul Bay</strong>, continuando in linea retta lungo la costa, è un luogo più <em>“british”,</em> più tranquillo e ameno; segna l’inizio delle spiagge.</p>
<p>Le altre due isole principali che, con <strong>Malta</strong>, compongono l’arcipelago sono <strong>Comino</strong> e <strong>Gozo,</strong> la cui città principale è Victoria (o Rabat). La cittadella è visibile da tutta l’isola. Le sue radici posano nell’epoca medievale, ma segni di vita risalgono a molto in dietro nel tempo: al neolitico. Comino è la più piccola delle tre isole, molto selvaggia e scarsamente abitata: un vero e proprio paradiso per le immersioni, lo snorkeling e il windsurf. Un tempo base di pirati, il tratto più saliente dell’isolotto è lo specchio d’acqua soprannominato <strong>Blue Lagoon</strong>, per il colore turchino delle sue acque.</p>
<p>Se gli aghi della vostra bussola da espatriato puntano su Malta, come pare già quelli di molti altri italiani, ecco tutto quello che c’è da sapere per una residenza a lungo termine.</p>
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		<title>Mollo tutto e mi trasferisco in Nuova Zelanda</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 13:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mollare tutto per andare a vivere e lavorare in Nuova Zelanda: le cose da sapere Nuova Zelanda, terra di Maori e Kiwi. La terra de Maori, una tribù polinesiana arrivata in Nuova Zelanda in canoa da Hawaiki, fu popolata circa 1.000 anni fa, ma, come è accaduto spesso, fu la colonizzazione occidentale (principalmente britannica) che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mollare tutto per andare a vivere e lavorare in Nuova Zelanda: le cose da sapere</p>
<h2>Nuova Zelanda, terra di Maori e Kiwi.</h2>
<p>La terra de Maori, una tribù polinesiana arrivata in Nuova Zelanda in canoa da Hawaiki, fu popolata circa 1.000 anni fa, ma, come è accaduto spesso, fu la colonizzazione occidentale (principalmente britannica) che iniziò a forgiare i connotati “moderni” di questo paese. Un paese piccolo – paragonabile al Giappone – con appena 4,4 milioni di abitanti. Questi si concentrano nella principale delle due isole che costituiscono lo stato insulare dell’Oceania, sito nell&#8217;oceano Pacifico meridionale.<span id="more-481"></span></p>
<p>Apparentemente, la questione “dei nativi” rappresenta un paragrafo abbastanza positivo nella storia del paese, se paragonato ad altre storie coloniali. Con il trattato di Waitiangi del 1840, infatti, veniva riconosciuta da una parte la sovranità della corona britannica sul territorio e dall’altra la protezione della lingua e cultura Maori, nonché l’autorità degli autoctoni sulle loro terre. Ma, se si deve credere alla letteratura e ai film che narrano la storia dei nativi inurbati nella periferia di Auckland (una delle due principali città neo-zelandesi), la bilancia pende ancora e sempre a sfavore di chi la terra l’ha abitata per primo.</p>
<p>Fatto sta che, rispetto ad altri paesi, la Nuova Zelanda è uno di quelli in cui la furia coloniale dovrebbe aver fatto meno danni, avendo saputo abbastanza conciliare due mentalità completamente diverse. In questo modo, la cultura inglese si è mescolata a quella Maori e il mix risulta certamente interessante. Per fare un esempio, gli sportivi, conoscono molto bene la <em>Haka</em>, una suggestiva, coreografica e temibile danza guerriera con la quale l’invincibile squadra di Rugby neo-zelandese <em>All Blacks</em> intimorisce gli avversari all’inizio di ogni partita. La cultura Maori è, ovviamente, molto più di questo e per conoscerla il modo migliore è fare una <em>full immersion</em> nelle loro terre, affidandosi a tour operator locali che organizzano soggiorni in cui è possibile vivere con la popolazione.</p>
<p>La Neo Zelanda oggi è una monarchia costituzionale abitata soprattutto nella sua parte Nord. Delle due isole principali, la <strong>North Island</strong> è, infatti, la più popolata e si presenta in tutta la sontuosità delle sue spiagge, i vulcani, le zone geotermiche e i numerosi segni lasciati dall’eredità Maori. Si trovano qui le due città principali: Wellington e Auckland. La <strong>South Island</strong> – soprannominata isola verde o di giada – è forgiata da un paesaggio mozzafiato e da una natura selvaggia ben preservata. Qui risaltano soprattutto le cime innevate – le Alpi che la attraversano in tutta la sua lunghezza e la separano in due – i ghiacciai, i laghi alpini e le piste da sci. Mentre a <strong>Kiakoura</strong> l’osservazione del passaggio ciclico delle balene è lo sport nazionale, la natura allo stato più selvaggio si dà appuntamento a <strong>Rakiura</strong>, un’incontaminata isolata che si trova un poco più a Sud.</p>
<p><strong>Wellington</strong> – situata a Sud dell’Isola del Nord &#8211; è la capitale amministrativa.<br />
Ma la città più grande della Nuova Zelanda, quella che accoglie circa il 30% della popolazione, è <strong>Auckland</strong>. Approda qui la maggior parte dei migranti che decidono di veleggiare verso <em>Aotearoa</em> (Nuova Zelanda in Lingua Maori).</p>
<p>I neo-zelandesi sono anche soprannominati “kiwis”, dal nome del famoso frutto che si produce sulle loro terre e viene esportato in tutto il mondo. L’allevamento estensivo di pecore in sconfinati prati verdi è una delle immagini nazionali più conosciute al mondo.</p>
<p>Voglia di trasferirsi? Ecco tutto quello che c’è da sapere per chi voglia tentare la sorte a più di 18mila chilometri dall’Europa, in un paese ben ancorato nelle sue origini, ma moderno e dinamico, che ha saputo guidare con saggezza espansione e sviluppo economico.</p>
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		<title>Ricominciare una nuova vita in Norvegia: le cose da sapere</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Sep 2012 11:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nordeuropa]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Scandinavi]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cose da sapere se sognate di trasferirvi a vivere in Norvegia Norvegia, il Grande Nord glaciale, ricco e in buona salute economica Che la Norvegia sia un trionfo della natura non ci sono dubbi. Il Regno di Norvegia fa parte della penisola Scandinava ed è un vero e proprio eden per gli amanti delle bellezze [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le cose da sapere se sognate di trasferirvi a vivere in Norvegia</p>
<h2>Norvegia, il Grande Nord glaciale, ricco e in buona salute economica</h2>
<p>Che la Norvegia sia un trionfo della natura non ci sono dubbi. Il Regno di Norvegia fa parte della penisola Scandinava ed è un vero e proprio eden per gli amanti delle bellezze australi e mozzafiato, certo bisogna non temere il freddo contando che a Oslo, la capitale, la temperatura in inverno può scendere sotto i 20 gradi.<span id="more-469"></span></p>
<p>Frastagliate in piccole isole, le coste norvegesi sono bordate di una natura selvaggia e allo stesso tempo addomesticata: cime montagnose verdeggianti, immense foreste e i celebri fiordi. Il mare e la montagna si alternano in Norvegia quasi giocando tra di loro, mentre i romantici ghiacciai in estate non dormono mai. E poi c’è la bellissima città di Bergen, la seconda città del paese, porto principale del mare del Nord dal fascino incontestabile. Il passato medievale sorge nel centro storico e attorno al famoso mercato del pesce (a Torget). Bryggen il quartiere più antico fu fondato nel XIV secolo e offre un defilé straordinario delle sue antiche case in legno, esempio unico di architettura medievale norvegese, classificato Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Oslo, la capitale, è una vera e propria città giardino circondata da laghi e giardini.</p>
<p>E in più, la Norvegia gode di un’ottima saluta economica: il petrolio, uno stato sociale con i fiocchi, un tasso di disoccupazione molto basso (3%), salari elevati e un forte senso civico dei cittadini, ne fanno senz’altro un paese d’immigrazione e questo lo hanno riscoperto anche i cittadini dell’Europa del Sud, come Italia e soprattutto Spagna, i quali rivolgono verso il paese delle aurore boreali la speranza di vedere realizzate le loro aspettative professionali.</p>
<p>Che la Norvegia sia uno dei pochi paesi europei rimasto “in piedi” dall’esplosione della crisi europea è certo (le cifre lo confermano), che però sia la terra promessa per masse migratorie, è tutto da vedere. La riprova ne sia la testimonianza di molti ragazzi spagnoli, le cui storie sono state raccontate dai media del paese e quelli nazionali, i quali ,spinti anche da alcuni programmi televisivi che dipingevano la Norvegia come il paese della cuccagna, sono partiti in modo improvvisato. Giunti a destinazione, non conoscendo la lingua, impreparati ad affrontare il freddo polare, con pochi soldi in tasca per le prime spese – e qui affitto e cibo sono molo cari – si sono trovati a ingrossare le file delle associazioni caritatevoli di Bergen e Oslo. I sogni infranti di questi ragazzi ci danno uno spunto in più per insistere su una delle nostre filosofie di base: se volete spiccare il volo, fatelo ma munitevi di un paracadute molto resistente. Questo paracadute dovrà essere “imbottito” dalla maggior parte di informazioni che riuscite a reperire sul paese prescelto. Per la Norvegia, eccovi di seguito il nostro contributo.</p>
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		<title>Trasferirsi a vivere, lavorare e fare impresa in USA, ecco le cose da sapere</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 16:15:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le cose da sapere se sognate di trasferirvi a vivere negli Stati Uniti USA, il sogno americano continua Le parole migrazione e Stati Uniti per gli italiani dovrebbero significare qualcosa. È tanta la letteratura legata a quest’episodio della migrazione italiana dell’inizio del secolo scorso che narra le non poche umiliazioni e le sofferenze dei connazionali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le cose da sapere se sognate di trasferirvi a vivere negli Stati Uniti</p>
<h2>USA, il sogno americano continua</h2>
<p>Le parole migrazione e Stati Uniti per gli italiani dovrebbero significare qualcosa. È tanta la letteratura legata a quest’episodio della migrazione italiana dell’inizio del secolo scorso che narra le non poche umiliazioni e le sofferenze dei connazionali sfuggiti alla miseria più nera di una nazione che si “stava facendo”.<span id="more-456"></span></p>
<p>Questi approdavano in un paese al di là dell’oceano, sconosciuto ai più. Noti sono i romanzi e i film che raccontano l’arrivo a Ellis Island di masse di disperati con la “selezione” dei più idonei, che ricevevano il permesso di fermarsi e potevano così realizzare il loro sogno, e la “rispedizione” al mittente di coloro che tali non erano considerati. La storia degli italiani in America è quella di una migrazione di successo – numerosissimi italo-americani figli e nipoti di migranti hanno potuto affermarsi a tutti i livelli della vita americana –, di delinquenza (chi non conosce il film il Padrino?), di fallimenti. Perché così va il mondo e anche il “Nuovo Mondo”.</p>
<p>Oggi i sogni si sono evoluti, ma la voglia di partire verso questo immenso paese è ben ancorata nelle viscere di chi decide di migrare. Le cinquanta stelle dei cinquanta stati che costituiscono la Repubblica Federale degli Stati Uniti d’America si dipanano dall’Atlantico al Pacifico e si diluiscono in paesaggi grandiosi, in città iconiche e tutte diverse le une dalle altre: New York, Washington, Chicago, New Orleans, San Francisco, Los Angeles…</p>
<p>Università prestigiose, grandi multinazionali, la possibilità di riuscita in un paese che, tutto sommato ancora oggi, riesce ad apprezzare la preparazione, la professionalità, le capacità individuali. E poi l’arte, la storia, la cultura e lo sport … non sono pochi i motivi che possono indurre a tentare di giocare le proprie carte – soprattutto se preparate bene – nel paese più “cinematografico del mondo”.</p>
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		<title>Mollo tutto e vado a vivere in Svezia</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Aug 2012 08:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come mollare tutto e trasferirsi a vivere e lavorare in Svezia. Andare a vivere in un Paese Scandinavo: la Svezia Svezia, non solo Ikea! Gli Abba, le bionde, la volvo e l’Ikea, ecco le quattro parole chiave che spiegano gli stereotipi legati all’immagine della Svezia! Ovviamente, quest’affascinante e pur sempre misterioso paese è molto di più. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come mollare tutto e trasferirsi a vivere e lavorare in Svezia. Andare a vivere in un Paese Scandinavo: la Svezia</p>
<h2>Svezia, non solo Ikea!</h2>
<p><strong>Gli Abba, le bionde, la volvo e l’Ikea, </strong>ecco le quattro parole chiave che spiegano gli stereotipi legati all’immagine della Svezia!</p>
<p>Ovviamente, quest’affascinante e pur sempre misterioso paese è molto di più. Innanzitutto, non è impermeabile agli influssi che arrivano da fuori. Un numero significativo di stranieri continua, infatti, a immigrare in Svezia, contribuendo ad alimentare le circa 200 nazionalità rappresentate nel paese, che costituiscono quasi il 14% della popolazione. E questo, sebbene in apparenza non sembri, crea un mix interessante di usi e costumi tra quelli locali e quelli esterni.<span id="more-452"></span></p>
<p><strong>La Svezia</strong> è una monarchia costituzionale e fa parte dell’Unione Europea. Paesaggi affascinanti rimandano al paese che maggiormente in Europa – e forse nel mondo – si preoccupa dell’ambiente. È qui che per legge esistono le <em>allemansraëtten: </em>ogni territorio pubblico o privato deve essere per diritto di accesso pubblico. Ovvero, ognuno può, ad esempio, mettere una tenda in un bosco privato e passarci la notte o farci campeggio per qualche giorno: purché non si abusi del tempo – anche altri hanno diritto a occupare lo stesso spazio -, si rispetti il luogo e la libertà di tutti.</p>
<p>Che dire! Un gran paese, che fa dei <strong>diritti del territorio</strong> e della <strong>parità tra i sessi</strong> due dei principi nazionali maggiormente rispettati.</p>
<p>Il viaggio “iniziatico” alla scoperta di questo lembo della penisola scandinava può senz’altro partire dalla <strong>mistica Lapponia svedese</strong>, a nord, e dalle sorprendenti aurore boreali. È nell’immenso parco nazionale di Abisko che è stata sistemata la Aurora Sky Station, da dove poter ammirare le bande luminose che colorano di verde e rosso il cielo della Lapponia. Ed è qui che si potrà essere alloggiati nel famoso “Icehotel” (hotel tutto scolpito nel ghiaccio), dove la colazione viene servita in tazze di ghiaccio a meno 5 gradi! La carne di renna salata e affumicata è il piatto nazionale e al <strong>Circolo Polare Artico</strong> si trovano Luleå e Kiruna, gli ultimi avamposti del mondo civilizzato, dopo dei quali iniziano le terre selvagge.</p>
<p>Nella parte centrale del paese si trovano bellezze naturali e culturali di estremo interesse. Imperdibile la visita alla città medievale di <strong>Uppsala</strong> e al bellissimo paesino di <strong>Sigtuna</strong>. Qui si trova anche l’antica miniera di rame di Falun, oggi catalogata come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.</p>
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		<title>Cose importanti da sapere prima d&#8217;iniziare una nuova vita a Berlino</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Aug 2012 20:36:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cose importanti da sapere prima d&#8217;iniziare una nuova vita a Berlino La capitale della Germania, oggi come in diverse epoche, rappresenta un punto di riferimento per chi vuole vivere e lavorare. Berlino sta crescendo molto bene sotto tutti i punti di vista, ovvero professionale, culturale e turistico, come testimonia anche il numero crescente di voli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Cose importanti da sapere prima d&#8217;iniziare una nuova vita a Berlino</h2>
<p>La capitale della Germania, oggi come in diverse epoche, rappresenta <strong>un punto di riferimento per chi vuole vivere e lavorare</strong>. Berlino sta crescendo molto bene sotto tutti i punti di vista, ovvero professionale, culturale e turistico, come testimonia anche il numero crescente di <a href="http://www.skyscanner.it/"><strong>voli low cost disponibili su Skyscanner</strong></a> in partenza dall’<strong><a href="http://www.skyscanner.it/aeroporti/fco/roma-fiumicino-aeroporto.html">aeroporto Fiumicino</a> e quello della Malpensa</strong>. La metropoli tedesca è una <strong>città piena d’opportunità</strong> come probabilmente poche altre in Europa, ma presenta caratteristiche che è meglio tenere bene in considerazione, prima di trasferirsici.</p>
<p>La <strong>lingua tedesca</strong> è una delle più difficili da comprendere e da imparare, visto che segue regole grammaticali tutte sue che nulla hanno a che vedere con l’inglese e lingue latine come spagnolo, portoghese e italiano. <strong>Si può sopravvivere naturalmente anche solo con l’inglese</strong>, visto che qui lo parlano in tantissimi, ma se si punta a fare carriera e a inserirsi al meglio in quello che è il contesto sociale e professionale, allora ci vogliono tempo e risorse, magari sacrificando ogni tanto la birra in compagnia di altri italiani, per un corso di tedesco.</p>
<p>La <strong>burocrazia in Germania</strong> è terribilmente efficace e funzionale, ma richiede sempre un certo numero di carte da compilare per qualsiasi cosa si faccia domanda. Farsi aiutare da qualcuno che conosce la lingua e come funzionano le cose, diventa dunque d’importanza fondamentale e ne varrà sicuramente la pena.</p>
<p>Se si sta scappando dall’Italia per sottrarsi agli infiniti <strong>stage non retribuiti</strong>, allora una volta a Berlino si potrebbe rimanere spiacevolmente sorpresi dal fatto che la stessa cosa è presente anche qui. Il numero crescente di giovani proveniente da tutta Europa e la necessità di farsi un curriculum da zero, ha permesso anche qui la nascita di questo odioso fenomeno, comunque presente molto meno che in Italia.</p>
<p>Trovare un <strong>lavoretto presso call center e bar</strong>, non è difficilissimo e si può andare avanti così anche per moltissimi anni, vivendo dignitosamente, progettando di mettere su una famiglia, ma allo stesso tempo perdere di vista quelle che sono le <strong>proprie ambizioni</strong>. Sempre meglio insomma avere un’idea chiara di quello che si vuole fare e non perdere mai di vista l’obiettivo.</p>
<p>Per chi è nato e vissuto in città di mare e comunque al sud, <strong>il clima a Berlino può rappresentare una spiacevolissima sorpresa</strong>. Il freddo la fa infatti da padrona in quasi tutti i mesi dell’anno, con sporadiche apparizioni di sole di cui approfittare. Se soffrite particolarmente il freddo e non potete vivere senza il sole, tenetelo in fortissima considerazione.</p>
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		<title>Lasciare l&#8217;Italia per andare a vivere in Svizzera</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2012 14:47:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Alta montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Mollo Tutto e vado a vivere, lavorare e fare impresa in Svizzera (come trovare lavoro in Svizzera) Per un italiano, la porta della Svizzera è, ovviamente, il Canton Ticino e non soltanto perché lì vi si parla italiano, ma perché geograficamente segna proprio l’accesso al paese per chi proviene dal Sud. Qui si trova la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Mollo Tutto e vado a vivere, lavorare e fare impresa in Svizzera (come trovare lavoro in Svizzera)</h2>
<p>Per un italiano, la porta della Svizzera è, ovviamente, il Canton Ticino e non soltanto perché lì vi si parla italiano, ma perché geograficamente segna proprio l’accesso al paese per chi proviene dal Sud. Qui si trova la pianura, ma la montagna non è lontana, con i dolci ritmi che riprendono quelli del paese confinante … magari con un po’ più di ordine!</p>
<p>Un paesaggio calmo, algido, fatto di laghi, campagne ordinate, boschi di castagni lungo le rive dei fiumi accolgono il visitatore del <strong>Canton Ticino</strong>. I Grigioni sono già più terra di confine tra il Cantone italiano e quello tedesco (e per questo vige il bilinguismo). Boschi, pascoli e larici avvolti da colorazioni suggestive, che vanno dal rosso (della ferrovia retica), al grigio di pietre e fortezze, al bianco delle cime innevate e, da non dimenticare, al blu del cielo e dei laghi (più di 600). St. Moritz è la cima più famosa raggiungibile con la strada ferrata, ma tutti conoscono la profusione di cime mozzafiato di questa regione.</p>
<p><strong>Il Vallese</strong> e la parte francese – lingue, culture, zone d’influenza geografica si succedono e si sfiorano, spesso mescolandosi – significa molto spesso acqua, l’acqua del Rodano, e cime altissime: è questa la cosiddetta terra dei “quattromila” e dei grandi ghiacciai. Il Rodano attraversa queste valli e sfocia poi nel bellissimo lago di <strong>Ginevra</strong> che bagna anche la seconda città più popolata della Svizzera, capitale del Cantone omonimo. Internazionale, multilingue e multi-culturale, Ginevra, città francofona, è soprannominata la “città della pace”, perché sede europea dell’ONU e della Croce Rossa. In tema culturale è imbattibile, il Grande Théâtre, l’opera ginevrina, ospita artisti di fama internazionale. Alcuni musei, come quello dell’Orologio, sono unici.</p>
<p>Il lago dei Quattro Cantoni, uno straordinario paesaggio lacustre, il monumento a Guglielmo Tell, belle città, valli e cime scoscese, siamo a <strong>Lucerna</strong>, nel cuore della Svizzera. Qui ebbe inizio la storia di questo paese. Siamo nella sfera d’influenza della lingua tedesca. <strong>Zurigo </strong>e la sua regione di paesaggi floridi e pittoreschi corrispondono all’idea di divertimento e vacanze, che si concretizza in boschi ben curati, laghi placidi, colline e belle valli ai piedi delle Alpi.</p>
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