Vivere in Colombia: consigli e info utili

“Il rischio è di voler restare”: persino nel suo slogan il Ministero del Turismo colombiano rimane ancorato a un’immagine che nuoce al paese. Eppure la Colombia è molto cambiata negli ultimi anni e la messa in sicurezza del territorio – perlomeno rispetto agli anni più terribili dei numerosi sequestri da parte dei terroristi delle Farc (ma non ne sono ancora completamente fuori) e degli altissimi tassi di delinquenza comune – permette di godersi la parte migliore di questo paese pieno di fascino e di atout.

Per quanto chi arrivi a Bogotà (la capitale) si trovi subito circondato da squadre di poliziotti e militari – soprattutto in prossimità degli hotel di lusso dove alloggiano gli stranieri – confermando il quadro di una Colombia sulfurea e “pericolosa”, le cose cambiano d’aspetto quando si comincia a visitare la metropoli latinoamericana. Gli otto milioni di abitanti che abitano a 2.600 metri d’altitudine (uno dei tre rami della cordigliera delle Ande) vivono intensamente questa città brulicante di ritmo, attività, allegria e cultura. Gli italiani ritroveranno un non so che di “famigliare” quando, nel quartiere della Candelaria, si troveranno ad ammirare la cattedrale, costruita sul modello del Duomo di Firenze. Le visite ai due musei imprescindibili della città – Museo Botero e Museo dell’Oro e della civiltà precolombiana – si alternano a soste nei numerosi bar per un “tinto” (caffè), per gustare le buonissime arepas (frittelle di farina di mais ripiene di carne, formaggio, prosciutto) e per finire, nei numerosi ristoranti-bar-discoteche, tra cui il famoso Andrés Carne de Res, tempio de la fiesta, che si declina in carne alla griglia, rhum a gogo e danze indiavolate sulla pista (e sui tavoli). Insomma, a Bogotà la vita è animata e dolce come in molte altre parti del mondo e la popolazione locale – dal carattere dolcemente latino – estremamente accogliente.