Molti compatrioti hanno già scoperto questa culla della cultura andina ed è soprattutto a Cartagena, la più gettonata, sia per le bellezze naturali che per l’alto potenziale economico per quanto riguarda le attività turistiche, che l’hanno scelta come seconda patria. Fondata nel 1533, questa città nasconde dietro le sue mura un vero e proprio tesoro coloniale. Le facciate ocra, verdi e blu delle case i graziosi zapatitos, come vengono chiamati i piccoli taxi (scarpine in italiano) o le chivas (autobus multicolori), che riempiono l’aria con l’inconfondibile ritmo della musica salsa, accolgono il visitatore in un colorato vortice di allegria. Al di fuori del centro storico, la città si è sviluppata per diventare il polo turistico della Colombia ed è qui che immancabili ristoranti e pizzerie italiane fanno capolino da uno degli angoli più impensati e offrono le loro delizie a un pubblico nazionale e internazionale. Questi si concentrano, assieme a tutte le altre strutture ricettive, in immense torri situate a bordo mare. La città – che è anche un importante porto per le crociere – è anche il punto di partenza per altre destinazioni balneari dal paesaggio spettacolare, come le isole Rosaire, San Andrés, Punta Faro (dove si nuota sopra una magnifica prateria di coralli). Tra le altre città importanti: Medellín (la seconda città più popolata dopo Bogotà), Calí (economia e infrastrutture in forte crescita) e Bucaramanga (una delle sei più grandi agglomerazioni colombiane e in pieno sviluppo).

… Mollare tutto per vivere e lavorare in Colombia.

Grazie alla garanzia di maggiore sicurezza, l’economia della Repubblica colombiana è esplosa, sperimentando un tasso medio di crescita annuale pari a oltre il 5% dal 2002 al 2007; cifra ridotta nel 2008 e 2009, a causa delle conseguenze della grave crisi economica a livello mondiale. Il paese è tornato a crescere nel 2010 con un tasso pari al 4,4%, potendo contare su: un incremento degli investimenti stranieri, riforme economiche nel settore del gas e del petrolio, una politica monetaria prudente e un importante aumento delle esportazioni (petrolio, caffè, carbone, nickel, fiori recisi, banane). Il neo eletto presidente Juan Manuel Santos Calderon (agosto 2010), ha messo in evidenza quattro “locomotive” per stimolare la crescita economica: industria estrattiva, infrastrutture, costruzione immobiliare e innovazione. Inaspettatamente – perché non faceva parte del suo programma politico – Santos sta portando avanti un processo di miglior ridistribuzione della ricchezza, ricompensando i Colombiani che hanno perso la terra per colpa delle passate decadi segnate dalla violenza. Gli investimenti stranieri hanno toccato la cifra record di 10 bilioni di dollari nel 2008, sono calati nel 2009 (7,2 bilioni di $) per tornare a crescere nel 2010. Partner commerciali tradizionali della Colombia sono gli Stati Uniti e il Venezuela, il nuovo governo sta, tuttavia, incoraggiando l’apertura di nuove relazioni commerciali con Canada, Asia, altri paesi dell’America Latina e l’UE.