Embakasi si trova a 15 chilometri dal Quartiere degli Affari (Central Business District) ed è anche una zona d’industrie. È considerata un’area in via di sviluppo urbanistico, con molti appartamenti di recente costruzione. Per trovare l’alloggio giusto, non disdegnate gli annunci nei centri commerciali e nei supermercati della zona dove avete deciso di abitare, a volte si trovano buone occasioni. Tra le numerose agenzie di Nairobi, invece, si segnalano: www.hassconsult.co.ke, www.gimco.co.ke, www.villacarekenya.com, www.nairobirealestates.com, www.paragonvaluers.com, www.ryden.co.ke/properties.php. Parlano italiano, inoltre, al sito www.appartamentikenya.com. Per un’idea di massima dei canoni d’affitto, bisogna preventivare dai 450 ai 1.100 € mensili per una casa con tre camere da letto. Per una villa con 5 camere da letto, sita in un quartiere residenziale, si va dai 700 ai 1.400 €. Se pensate ad un investimento immobiliare, sappiate che gli stranieri hanno diritto alla proprietà, a patto di possederne i mezzi: i prezzi degli immobili a Nairobi negli ultimi tempi sono saliti alle stelle. Spostandosi verso altri lidi, non meno accattivanti, le quotazioni diventano più interessanti, come a Malindi, dove un appartamento (80 mq) può essere acquistato per circa 40.000 euro e una villetta bifamiliare con tanto di giardino e piscina si può negoziare a 120.000 euro. Gli affitti sono più convenienti rispetto alla capitale e vanno da 200 euro al mese (un appartamentino) a 500 (per una villa con piscina).

Ottenere un lavoro in Kenya come dipendente può risultare una vera e propria sfida, visto che il tasso di disoccupazione sfiora il 20% della popolazione attiva. Per la maggioranza degli stranieri, lo sbocco naturale è un’attività nel settore turistico, ma bisogna ricordare anche che in questo bel paese africano altri settori sono portanti, come: l’orticoltura, la coltura del tè e le telecomunicazioni. Se si ha un diploma specializzato che potrebbe sopperire la carenza di manodopera interna, anche a uno straniero verrà concesso un permesso di lavoro, altrimenti può risultare difficile. Quest’ultimo verrà rilasciato per due anni, rinnovabile, e si può ottenere già in Italia, se sussiste una prospettiva concreta d’assunzione. Il sito di riferimento per tutte le informazioni a questo proposito è: www.immigration.go.ke. Se partite per motivi umanitari, le ONG non mancano, soprattutto a Kibera. Potete contattare il Consiglio nazionale delle ONG (http://ngocouncilkenya.org), un organo regolatore keniota che si occupa di gestire e regolamentare il settore. E, comunque, non dimenticate di consultare i principali motori di ricerca che offrono un ventaglio di offerte di lavoro online, come in tutti gli altri paesi. Eccovi una carrellata affidabile: www.bestjobskenya.com (si focalizza sul settore bancario); www.3jobs.com, http://goafrica.about.com , www.tiptopjob.com (per le offerte di lavoro di turismo stagionale e per il volontariato.)