Mollare tutto per vivere e lavorare in Nuova Zelanda

Kia Ora, ovvero ciao, benvenuto, si dice in lingua Maori, una delle due lingue ufficiali della Nuova Zelanda, oltre all’inglese neo-zelandese. Queste sono le lingue – l’inglese in primis – da dover masticare bene per poter vivere e lavorare in questo paese.

Affrontare il tema dei visti per lavorare in un paese fuori dalla zona UE non è mai semplice, però qualche spiraglio a volte si trova. Intanto, gli italiani sono tra gli europei autorizzati a viaggiare per turismo senza visto (lista dei paesi: http://glossary.immigration.govt.nz/VisaFreeCountries.htm). Vi sono però dei documenti obbligatori da produrre: passaporto valido 6 mesi dopo la data del ritorno nel paese d’origine; biglietto aereo di andata e ritorno; giustificativo di domicilio nel periodo di residenza (prenotazione hotel, indirizzo della casa dove si vivrà); denaro necessario al proprio mantenimento. Tutte le informazioni relative si possono reperire contattando l’Ambasciata di Roma (www.nzembassy.com/italy).

Quando, invece, si parte per lavorare, i visti sono necessari, ma per i cittadini italiani entro una certa fascia d’età c’è una buona notizia. Grazie agli accordi con le autorità neo-zelandesi, un giovane – tra i 18 e 30 anni – ha diritto a un permesso “vacanza-lavoro”. Questo gli permetterà o di viaggiare nel paese per 20 mesi o di lavorare. Questo tipo di visto può essere richiesto anche online e viene concesso automaticamente (www.immigration.govt.nz) . Va da sé che, se rientrate in quella fascia d’età, l’occasione è da prendere al volo per un primo approccio in questo lontano paese e per tastare il terreno prima di prendere una decisione che potrà influenzare la vostra vita a lungo temine.

Per tutti gli altri visti di lavoro le cose come logico, sono più complicate, ma non troppo, perché, ancora oggi, la Nuova Zelanda è un paese aperto all’immigrazione a determinate condizioni: si ha in mano un’offerta di lavoro da parte di un’impresa neo-zelandese; si è in possesso di una qualifica speciale; si rientra in una determinata categoria di lavoratori (vedi lista nel sito: (www.immigration.govt.nz/); si rientra in un piano di scambi del Governo locale.

Il primo passo, poi, verso l’ottenimento della residenza permanente è l’essere iscritti come “Skill Migrant Category” (Migranti con abilità/competenze). Il sito di riferimento è www.immigration.govt.nz/migrant/stream/work/skilledmigrant/.

Il sistema di sanità pubblico neo-zelandese offre una copertura gratuita a tutti i cittadini per quanto riguarda le cure di base e quelle ospedaliere (esami medici, vaccini). Alcune prestazioni sono parzialmente sovvenzionate. Esistono poi strutture private completamente a pagamento. Naturalmente, anche i residenti stranieri hanno diritto allo stesso trattamento ma devono soddisfare i seguenti requisiti: aver ottenuto lo statuto di residenza permanente o essere titolare di un permesso di lavoro da più di due anni. Vedi anche sito: www.health.govt.nz/ .

In tutti gli altri casi, sarà necessario sottoscrivere un’assicurazione privata. Per avere un’idea dei costi sanitari, una visita presso un medico generalista può costare intorno ai 28/35€; per una visita dentistica bisogna prevedere un esborso che va da 30 a 55€.

Per aprire un conto in banca, infine, bastano: il passaporto, il visto e un’attestazione di domicilio. Molte banche permettono di aprire conti online dal proprio paese. Potrete già aprire un conto dall’Italia e usufruire dunque di “immigrant banking packages” (pacchetti bancari per gli immigrati). Al vostro arrivo, dovrete semplicemente andare sul posto per firmare i documenti originali.

La valuta è il dollaro neo-zelandese (SNZ) e corrisponde più o meno a 0,63€. Tra i principali istituti bancari (oltre alle filiali delle banche straniere), figurano: The National Bank (www.nationalbank.co.nz/personal); BNZ-Bank of New Zeland (www.bnz.co.nz); ANZ-New Zeland (www.anz.co.nz/personal); HSBC New Zeland (www.hsbc.co.nz/1/2/nzm2) .