Vi chiederete ma in che genere di letto si dorme in un posto così? Beh, il migliore dei letti che si possa desiderare: un’amaca. Intorno a noi solo la quiete degli alberi, la brezza del vento, la corrente del fiume, i versi degli animali e la luce delle stelle. Il paradiso sulla terra. Il cielo promette bene, puntiamo la sveglia per le 4 del mattino.
E lui è là, in tutta la sua immensità, la cascata più alta al mondo che scende dal AuyanTepui (2340mt). E pensare che l’acqua della cascata non è alimentata da nessun fiume ma solo dalla pioggia e dall’ umidità che si accumula sulla sommità del Tepui. Il paesaggio è preistorico, non a caso Arthur Conan Doyle è qui che ha trovato ispirazione per il suo libro “Il mondo perduto”, ed è qui che hanno girato Jurassic Park.

Per chi si stesse chiedendo cosa sono i Tepui; si tratta di immensi altopiani (table top mountaine) la cui superficie, nel caso dell’Auyan Tepui (“Montagna del Diavolo” nella lingua degli Indios Pemon) è di 700kmq (c’è spazio per far accumulare un bel po’ di acqua piovana specie durante la stagione delle piogge e specie dopo aver preso quella che noi abbiamo preso proprio ieri).

Selvaggio, sconfinato, libero, incontaminato, primordiale, puro, originale, sono parole che danno una vaga idea del posto. La cascata è stupenda, incredibile; si staglia nella cornice verde lussureggiante della foresta tropicale, schizza sulle rocce circostanti e insieme ad esse e alle nubi, che sono sempre pronte a intervenire, gioca formando centinaia di arcobaleni. Siamo i soli ad essersi alzati; tutti gli altri dormono ancora e io e Pier rimaniamo lì imbambolati a parlare con l’anima del mondo. La senti, è lì con noi. È una delle prime volte che la percepiamo così forte e non è un caso che sia accaduto proprio quando siamo completamente immersi nella natura. Ci sentiamo vivi come non lo siamo mai stati e vorremmo pietrificarci lì, in quello stesso istante, invidiosi del fiume, delle rocce e degli alberi circostanti che ogni mattina, puntualmente, prima che le nubi arrivino, si possono godere quello spettacolo che sa di miracoloso. La sensazione di onore che proviamo in quel frangente è inspiegabile: onorati di essere vivi e parte del pianeta. Orgogliosi di abitare una terra così infinitamente bella e viva.

Melissa e Pierluigi