Vivere in Francia: tutto quello che c’è da sapere

È la Francia il paese in cui stai pensando di rifarti una vita? Bene, questa è una scheda con cui cercheremo di fornire informazioni più esaustive possibili a tutti quelli che desiderano trasferirsi a vivere in Francia. Da ricordare però che, sebbene spesso si usi definire i francesi come i nostri “cugini d’oltralpe”, in realtà i rapporti di presunta parentela, culturale o caratteriale, sono davvero pochi. Per non dire nulli. Un consiglio che vogliamo darvi, anche se può sembrare banale, è quello di arrivare conoscendo già un po’ di francese. Non si tratta solo di mettersi in grado di capire e farsi capire: c’è una sottigliezza in più che sconfina nella vera e propria accettazione. I francesi non hanno molta voglia di essere disponibili con chi non conosce la loro lingua e l’inglese, sebbene sia parlato dalla maggior parte della popolazione, non è un’opzione molto gettonata. Non ci addentreremo in considerazioni psico-antropologiche sull’argomento, ma vi consigliamo di fidarvi di noi. Quindi, prima di partire fate un bel corso di lingua. Sono molte le scuole rintracciabili su internet ma, forse, la scelta migliore è quella di rivolgervi al Centre Culturelle Francaise della vostra città. Essendo organismi molto legati alla madre patria offrono programmi di studio di indubbio livello, con criteri di insegnamento e valutazione molto alti e standardizzati.

Bene, e ora buttiamoci nei meandri della vita quotidiana. Non dimentichiamo mai che la Francia è il paese che ha inventato la burocrazia e non saranno pochi i momenti in cui questo aspetto vi si porrà davanti con non poca evidenza. Armatevi di costanza e caparbietà.

Bene, veniamo adesso al lavoro. Come sempre tutto dipende dal punto di partenza. Se siete dipendenti di un’azienda che vi ha proposto un trasferimento in genere non dovrete preoccuparvi di nulla: sarà l’azienda stessa ad affiancarvi in tutte le pratiche richieste. Se invece fate tutto da soli ci sono alcune cose che, forse, può essere utile sapere. Come sempre molti lavori si ottengono grazie a contatti personali; e non stiamo parlando di raccomandazioni ma di network di conoscenze umane. In ogni caso può essere d’aiuto sapere che la Francia possiede una discreta rete di agenzie per l’impiego: ecco le principali:

  • Pole Emploi presente in modo capillare sul territorio,offre lavori manuali e non specialistici. Puoi vedere gli annunci su www.pole-emploi.fr/accueil/ ricordando che il sito è solo in francese.
  • APEC, Agenzia Nazionale francese di Professionisti ed Esecutivi ( Agence pour l’emploi de Cadres): www.apec.fr
  • C’è poi un sito italiano, Just Landed, molto schematico e chiaro che offre una serie di link di siti che offrono lavoro.

Senza addentrarci eccessivamente nella spiegazione del tipo di contrattazione lavorativa pensiamo possa essere sufficiente, per ora, sapere che ci sono cinque principali tipi di contratto:

  • Contratto a tempo indeterminato – CDI ( Contrat à durée indéterminée): è il contratto di tipo più stabile e di solito prevede un periodo di prova di tre mesi.
  • Contratto a tempo determinato – CDD ( Contrat à durée déterminée): di solito ha un periodo minimo di nove mesi e un massimo di diciotto, dopodiché o viene terminato o rinnovato in un contratto CDI. Purtroppo, vista la crisi che non ha risparmiato neanche la Francia, questo è il tipo di contratto maggiormente utilizzato.
  • Contratto di lavoro temporaneo ( Contrat temporaire): è un contratto le cui condizioni sono molto simili al precedente ma contempla un intermediario, tra dipendente e azienda, costituito dalle agenzie del lavoro. Le condizioni di questo contratto sono praticamente le stesse di quelle del CDD.
  • Contratto di lavoro a tempo parziale ( Contrat de travail à temps partiel): è l’equivalente del nostro part time e deve comunque garantire quel minimo di ore lavorative necessarie per ottenere le garanzie della previdenza sociale.
  • Lavoro intermittente ( Travail intermittent): è quello che da noi si chiama contratto stagionale, utilizzato in particolare nei lavori legati al turismo.

Se invece state pensando alla creazione di una vostra impresa la cosa migliore da fare è consultare il sito del consolato francese della vostra città: questo perché è l’unico modo per avere informazioni aggiornate sulle normative vigenti e le eventuali leggi per agevolare lo sviluppo delle imprese: una delle più famose era la YIC, la Young Innovative Company rivolta alle società che si occupano di innovazione. Questo tipo di imprese possono beneficiare di esoneri fiscali non indifferente. Comunque oltre alle informazioni presenti nei siti del consolato e degli uffici del commercio estero, vale sicuramente la pena di consultare quello del CFE, Centre de Formalitès des Entreprises, ente che offre aiuto e assistenza alla creazione d’impresa. Soprattutto nella scelta dello statuto legale da dare alla vostra società, non facile da determinare, né dal punto di vista fiscale né economico. Altre informazioni su questi siti:

  • APCE (Agence Pour la Création d’Entreprise), l’Agenzia per la Creazione d’Impresa (www.apce.fr).
  • www.cci.fr: sito delle Camere di Commercio e Industria.

Veniamo ora al capitolo casa. Trovare un alloggio in affitto non è semplicissimo perché, nella maggior parte dei casi, i posti migliori non si trovano sugli annunci: in Francia i padroni di casa, forse anche per le leggi molto rigide riguardo la possibilità di mandar via un inquilino, preferiscono conoscere di persona l’affittuario o averne delle referenze certe. Per questo il modo migliore per trovare casa resta il passaparola di amici e colleghi. In ogni caso val sempre la pena leggere gli annunci. Due siti assolutamente da consultare sono www.pap.fr e www.fusac.fr: entrambi non hanno la versione italiana. Se non hai molto tempo a disposizione consigliamo di rivolgervi alle agenzie: costa un po’ di più ma vi aiuterà nella giungla della contrattualistica legata agli affitti, non semplice e con molte leggi ed eccezioni.
In base poi al tipo di lavoro che svolgete può essere utile consultare il sito www.caf.fr per capire se rientrate in quelle categorie che hanno, o possono avere assistenza finanziaria per l’alloggio