Visti e i permessi di soggiorno per vivere in Australia

 

Con i suoi spazi confinati, il suo Oceano e le sue bellezze paesaggistiche l’Australia è considerata – classifiche alla mano – una delle destinazioni migliori per mollare tutto e ricominciare da zero.

Tutto merito del suo basso tasso di criminalità, di un sistema sanitario all’avanguardia, delle numerose opportunità lavorative, di una qualità della vita alta e, aspetto da non sottovalutare, di uno stile di vita easy e rilassato. Chi sceglie di trasferirsi qui decide di cambiare e stravolgere completamente la sua vita, molto lontano dal nostro Paese.

Attenzione però, non è sufficiente decidere di partire, bisogna essere preparati per farlo. L’Australia è, infatti, molto ferrea per quanto riguarda le pratiche di immigrazione. Le leggi sono severe e rigorose, e non tutti possono entrare liberamente nel Paese.

Ci sono visti e permessi di soggiorno di tanti e diverse tipologie, a seconda della nazionalità di provenienza di chi ne fa richiesta, dall’età, dallo scopo del viaggio. In questo articolo vi spiegheremo quale visto per l’Australia chiedere e come ottenerlo.

Iniziamo col dire che nella maggior parte dei casi si inizia la propria esperienza nella terra dei canguri con un visto temporaneo che si richiede online sul sito dell’immigrazione australiana. I tempi di approvazione per i visti australiani temporanei sono abbastanza brevi. Si va dalle 24 ore per i visti turistici e Working Holiday fino a un massimo di un mese per quelli di studio.

1) Visto turistico. Gratuito e della durata di dodici mesi, questo visto è rivolto a chi si reca in Australia in vacanza, per ragioni sociali o ricreative, per visitare parenti e amici o per altri scopi a breve termine e di carattere non professionale. Permette di entrare e restare in Australia fino a un massimo di 3 mesi alla volta. È possibile studiare, ma non lavorare.

2) Working Holiday. Valido per dodici mesi e rinnovabile se nell’anno si completano almeno 88 giorni di lavoro retribuito nel settore primario. Questo visto, infatti, permette di lavorare durante il soggiorno per un massimo di 6 mesi con lo stesso datore di lavoro, ed è rilasciato solo a coloro che hanno tra i 18 e i 30 anni.

Compiuti i 31 anni diventa molto più difficile perché non viene concesso il visto lavorativo. Superata questa età è possibile entrare in Australia con un visto studente ad esempio, il che implica l’iscrizione a un corso di formazione, di inglese o all’università. Oppure dobbiamo avere la fortuna di trovare una società che ci sponsorizza attraverso un contratto di lavoro e uno stipendio base. È dunque il datore di lavoro a farsi da garante.

Il Working Holiday è limitato a chi è in possesso del passaporto delle seguenti nazionalità: Belgio, Canada, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Malta, Olanda, Norvegia, Svezia, Taiwan e Regno Unito. Se si vuole studiare con il Working Holiday è possibile farlo solo per 17 settimane, ma saranno sufficienti per frequentare un corso di inglese e approfondire la lingua. A differenza di quello turistico, il Working Holiday è a pagamento e costa più o meno 450 dollari australiani.

3) Student Visa. Come abbiamo detto superati i 30 anni non è più possibile richiedere il Working Holiday, meglio allora optare per uno Student Visa che vi permetterà di entrare in Australia sia come studenti che come lavoratori part-time. Per ottenerlo è necessario iscriversi a uno dei numerosi corsi di inglese, professionali o universitari che il Paese offre. Solo dopo aver confermato l’iscrizione a una scuola australiana è possibile procedere alla richiesta del visto. La durata dello Student Visa dipende da quella del corso o dei corsi ai quali ci si iscrive. Inoltre consente di lavorare fino a un massimo di 40 ore ogni 2 settimane. Il suo costo è di 575 dollari australiani.

4) Visti di lavoro. Per rimanere ed entrare in Australia da lavoratore occorre ottenere una sponsorship, vale a dire un contratto di lavoro. Il TSS (Temporary Skills Shortage), può essere a breve termine o a lungo termine. Il sistema di sponsorship si basa su due liste: la STSOL (Short-Term skilled occupation list) e MLTSSL (Medium and Long Term Strategic Skills List). Se la propria professione rientra nella prima lista è possibile ottenere uno sponsor di 2 anni, eventualmente rinnovabile di 2 anni ma che non porta direttamente alla permanenza. Se invece si appartiene alla seconda, nel giro di tre anni è possibile ottenere la lista permanente. Tra i requisiti per avere una sponsorship c’è quello linguistico: serve una delle seguenti certificazioni, con punteggio adeguato (IELTS, OET, TOEFLT iBT, PTE Academic Test, CAE).

5) Visti permanenti. Qui l’argomento è più delicato, perché si tratta di ottenere la residenza permanente. Diverse sono le possibilità. Innanzitutto con il visto ENS (Employer Nomination Scheme), che porta da un visto di sponsor a una permanenza. L’età massima per richiederlo è di 45 anni, e bisogna dimostrare 3 anni di esperienza in una professione, che deve essere inclusa nella MLTSSL. Anche il requisito linguistico è alto: serve, infatti, un punteggio di 6.0 IELTS o certificato equivalente.

Tra gli altri visti citiamo lo Spouse Visa, per quanti hanno vissuto più di un anno con il proprio fidanzato/a australiano o residente australiano, o hanno sposato/a un cittadino e residente australiano. Inizialmente temporaneo, il visto diventerà permanente soltanto dopo aver vissuto 2 anni consecutivi con il partner australiano. Poi il Migration Skills Visa che consiste in un sistema di punti accumulati in base all’età, alla storia familiare, all’esperienza lavorativa e al livello d’inglese. Il Family Reunion Visa per i genitori di figli risiedenti in Australia che permette il ricongiungimento parentale, e infine il Business Owners Visa pensato per coloro che intendono aprire un’azienda o investire in Australia come azionista prioritario.