Ma non tutto è oro quel che luccica e molta strada deve ancora essere percorsa per rientrare nella “normalità”: le disuguaglianze sociali, l’alto tasso di disoccupazione e il narcotraffico (di cocaina ed eroina) restano rilevanti. La lingua ufficiale è lo spagnolo e qui, per noi italiani, è un po’ come giocare in casa, però, se si è perfezionisti un’infarinata della lingua locale non nuocerà. I classici e affidabilissimi (anche se cari) Istituti Cervantes (www.cervantes.es/italia/corsi_spagnolo_it.htm) di Roma, Milano, Napoli e Palermo – che offrono anche corsi online – potrebbero essere il primo passo da fare se si decide di lasciare un paese “ricco” (l’Italia) per un paese “del terzo mondo” (Colombia) … ma una città come Bogotà vi stupirà per la sua modernità. Esistono anche corsi online gratuiti, fra i tanti ci sembra simpatico quello di Babelmondo (www.babelmondo.it/spagnolo). Non sono richiesti visti per soggiorni turistici inferiori ai tre mesi, basta il passaporto valido per l’espatrio. Per una proroga è necessario rivolgersi al Ministero degli Esteri-dipartimento sicurezza (Direcciòn de Extranjerìa – Departamento Administrativo de Seguridad), che vi darà anche informazioni relative a permessi di soggiorno prolungati e di lavoro.

Il costo della vita e il lavoro

La valuta colombiana è il peso colombiano (COP). La conversione nel giugno del 2011 era pari a: 2.500 COP (4 euro = 10.000 COP). Per un occidentale il costo della vita in Colombia è molto meno cara e, naturalmente, i salari vanno di pari passo. Il salario medio di un colombiano nel gennaio 2011 ammontava a 535.600 pesos (circa 200 €). Per farsi un’idea di quelle che possono essere le spese quotidiane: il costo di un biglietto dell’autobus non eccede i 2€ e per una lunga corsa in taxi non si paga più di 10€. A seconda delle città un buon pasto in un ristorante può andare dai 2 ai 10 €; una birra o un cocktail (e sì, bisognerà pure uscire e divertirsi mentre si “sta cambiando vita”!) vanno sui 4/5€. L’abbigliamento costa decisamente meno (di 2 o 3 volte) rispetto all’Occidente e, quindi, sarà bene approfittarne per rifarsi l’armadio estivo. Gli affitti di un appartamento o una casa sono molto variabili, a seconda delle città e delle regioni: un piccolo appartamento vi potrà costare intorno ai 100 € al mese, mentre per una bella casa bisogna mettere in conto dagli 800 ai 1.200€. I prezzi degli immobili in vendita sono più elevati generalmente nella capitale o sulla costa caraibica: Cartagena batte il record nazionale per il prezzo del mattone più caro: 6 milioni di pesos/mq. Secondo uno studio pubblicato nel 2010, i quartieri più esclusivi della Colombia sono: Los Rosales, El Chicó e El Nogal a Bogotà; El Prado a Barranquilla, El Poblado a Medllín e Ciudad Jardín e El Peñon a Calí. Qui si trovano ville o begli appartamenti il cui valore oscilla tra i 500 milioni e 1.500 milioni di COP (tra i 200.000 e i 600.000 €). Bucaramanga, una giovane città in piena espansione sta vivendo un incredibile incremento del prezzo del metro quadro costruito. Qui un appartamento confortevole in un quartiere medio lo si acquista facilmente per 40.000€; in un quartiere un po’ più chic (Cabecera) sale a 100.000.

Se si parte all’avventura in uno dei paesi caraibici più promettenti, per il futuro, si potrà probabilmente tentare di “vivacchiare” nel settore turistico e qui Cartagena sarà la scelta giusta. Ma, tenete presente che tra affitti per gli alloggi e stipendi minimi l’equazione non è del tutto equa. I siti da “sfogliare” alla ricerca di un’occupazione: www.computrabajo.com.co e Manpower Colombia. Sul fronte di un investimento nei settori emergenti è sempre meglio partire con una consulenza ufficiale in loco, come Proexport Colombia  Aprire una piccola attività può costare molto poco e l’intorno è molto favorevole, soprattutto per quanto riguarda la cordialità delle persone. Per fortuna, il detto “italiani popolo di santi, poeti, navigatori e … artisti” è pur sempre valido e tra i “navigatori” italiani che si sono avventurati in terra Colombia e scrivono interessanti blog, vi consigliamo quello del – già molto noto tra gli amici delle “rete” – architetto Giovanni Pacciani (http://giovannipacciani.blogspot.com/), pieno di consigli molto utili e racconti di esperienze in diretta dalla patria del caffè.